La Cassazione annulla la sentenza di condanna a Castiello Giovanni

Era stato condannato sia in primo grado che in secondo grado Castiello Giovanni, di Afragola e genero di Tuccillo Gennaro, detto “gennaro e zi sant”. La sentenza, pari ad anni sei, era relativa al delitto estorsione pluriaggravata, anche dal metodo mafioso, finalizzata ad agevolare il clan Moccia, reato commesso ai danni di un imprenditore del settore delle cd “luminarie”. I ratei estorsivi, con cadenza annuale, sarebbero stati versati dall’anno 2011 all’anno 2014. Gli altri due coimputati, i fratelli Del Prete, avevano deciso accollarsi la loro responsabilità ed erano stati condannati alla pena di anni quattro e mesi sei. La conferma della sentenza di condanna sembrava quasi scontata, invece la Suprema Corte di Cassazione, II sezione penale, relativamente alla posizione di Castiello, ha annullato la sentenza di condanna ed ha deciso che deve svolgersi un nuovo giudizio di appello. La nuova e diversa sezione della Corte napoletana sarà chiamata a rideterminare la pena inflitta al Castiello in quanto i giudici di legittimità hanno condiviso i motivi di ricorsi redatti dall’avv. Dario Vannetiello, il quale insieme all’avv. Domenico Buonincontro, rivestiva la qualità di difensore. La difesa ha con successo evidenziato aveva la carenza e la illogicità della motivazione con riferimento alla ritenuta appartenenza del Castiello al clan Moccia, circostanza questa posta a base dell’aggravante mafiosa.
Decisione importante questa assunta dalla Corte atteso che ha messo in dubbio la ritenuta qualità camorristica del Castiello, genero del noto boss afragolese Tuccillo Gennaro, detto “Gennaro e zi sant”, prematuramente scomparso nella sua abitazione a causa di tumore dopo essere stato scarcerato.
È stato condiviso anche un ulteriore motivo di ricorso dai giudici capitolini, quello relativo al calcolo della pena effettuato dai giudici di merito, essendo stata annullata la sentenza anche con riferimento alla determinazione della pena, ulteriore aspetto sul quale si dovrà rioccupare la Corte di appello di Napoli. All’esito dell’annullamento della sentenza si apre la possibilità per il Castiello, attualmente detenuto in carcere, di ottenere gli arresti domiciliari in attesa del nuovo giudizio di appello, oppure di ottenere la scarcerazione per superamento dei termini di custodia cautelare previsti dalla legge.

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