La nota di Libera Avellino in seguito alle ultime operazioni della Procura di Avellino

Sono di qualche ora fa le notizie sulla nuova bufera che si è abbattuta sulla nostra città.
Le misure cautelari disposte dalla Procura di Avellino, nei confronti di sette persone tra cui il responsabile della gestione di ACS, Azienda Città Servizi, società interamente partecipata dal Comune.
“I reati sono quelli puri della Pubblica Amministrazione: corruzione, voto di scambio, peculato, il meglio che si può trovare in questo particolare settore”, come ha affermato il Procuratore Rosario Cantelmo.
Di fronte a simili notizie, lo sgomento e la sfiducia sembrano gli unici sentimenti possibili. Eppure è necessario ribadire che anche in questi casi non è possibile generalizzare.
Bisogna anzitutto riconoscere il lavoro esemplare delle forze dell’ordine e della magistratura che sono intervenuti per fermare questi episodi che non costituiscono solo un reato ma rappresentano sempre più un malcostume oramai diffuso.
Ma da solo, questo non basta. Se la corruzione rompe il legame tra società civile e istituzioni, favorendo lo sfruttamento dla ricchezza pubblica per fini personalistici, una risposta deve provenire anche dal basso.
È infatti diritto di ogni cittadino conoscere l’andamento della Pubblica Amministrazione e vigilare sulla stessa così come è dovere delle amministrazioni pubbliche vigilare e tutelare gli interessi dei cittadini.
È necessario, quindi, che in primis l’Amministrazione Comunale dia un segnale forte di fiducia ai cittadini. Oramai quasi tre anni fa il coordinamento provinciale di Libera propose quattro punti per il buon governo della Città, ad oggi quasi tutti disattesi.
Uno di quelli chiedeva alla città capoluogo di aderire ad Avviso Pubblico, la rete di enti locali per la formazione civile contro le mafie. Oggi ribadiamo con forza quella richiesta non solo come gesto simbolico. È necessario dimostrare che di fronte a gravi responsabilità penali ma soprattutto etiche, da parte di chi amministra la cosa pubblica, c’è la volontà politica di contrapporre l’etica e la responsabilità. Non una dichiarazione d’impegno ma una vera e propria occasione e sprono per sviluppare buone prassi di prevenzione e di contrasto a fenomeni sempre più frequenti nelle pubbliche ammistrazioni.
D’altro canto i cittadini, come più volte invitati in queste settimane nei numerosi incontri formativi tenuti sul tema, hanno la necessità di organizzarsi per realizzare quel “monitoraggio civico” necessario a fare squadra per tutelare gli interessi collettivi.
Un primo passo per realizzare quella rivoluzione culturale per mettere da parte la rassegnazione e lasciare spazio alla responsabilità

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