La Regione Campania dichiara “guerra al Fumo”

A diciotto mesi di distanza dalla denuncia pubblica dell’attivista ambientalista Lucia De Cicco che riprese l’allora Presidente del Consiglio Regionale, Pietro Foglia, ed il capogruppo di Forza Italia, Gennaro Nocera, che nella sala attigua alla sala della riunione consiliare fumavano tranquillamente la propria sigaretta, incuranti del cartello di divieto di fumo esposto a pochi passi e che, per questo, fu allontanata perché “col suo comportamento aveva turbato il regolare svolgimento del consiglio regionale”.
Con il nuovo Presidente della Giunta, Vincenzo De Luca, pare che la situazione non sia cambiata poi tanto. La norma sul divieto di fumo nei luoghi pubblici viene spesso ignorata negli uffici dell’amministrazione regionale. Per rimediare all’andazzo secondo il quale i dipendenti pubblici, di tutti i livelli, sono soliti spesso accendere una sigaretta all’interno degli uffici arriva adesso un decreto dirigenziale che istituisce addirittura un “gruppo di lavoro per la promozione di azioni tese all’osservanza del divieto di fumo nei luoghi di lavoro dell’amministrazione regionale”.

Così come recita il Decreto Dirigenziale: “Il gruppo fumo nasce dalla constatazione che è stata riscontrata a più riprese l’inosservanza del divieto di fumo in sede di lavoro della Regione da parte del personale dipendente”. A far parte del gruppo ben 17 persone, dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione ad un medico, dallo psicologo ai rappresentanti sindacali dei lavoratori. Debitamente scelti, questi ultimi, in proporzione tale da non scontentare le sigle più rappresentative. La partecipazione è gratuita, perché non è previsto alcun gettone di presenza. I compiti della neonata struttura spaziano dalla somministrazione di questionari anonimi ai dipendenti, finalizzati a monitorare il fenomeno del tabagismo tra il personale, alla predisposizione di azioni “informative, formative e di comunicazione”.

L’ambientalista De Cicco ha così commentato: “Quando fui cacciata per il solo fatto di aver preteso il rispetto di una legge nazionale, non uno tra i consiglieri od i dipendenti intervenne per aiutarmi. Se questo è il clima, dubito che il gruppo fumo possa ottenere risultati soddisfacenti”. Ricordiamo che la nuova normativa prevede, per i trasgressori, la sanzione amministrativa che consiste in una multa che può arrivare a 3000 euro. Chissà se qualcuno, pur di non rispettare la legge, chiederà un prestito 5000 euro da tenere da parte in caso di ammenda (dettagli su http://www.zonaprestiti.com/prestito-5000-euro.htm).

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