La Resistenza in Valle Caudina.

Il rischio che si corre quando trattiamo di un evento storico come la Resistenza è che sia percepito come un qualcosa lontano da noi, lontano dai nostri territori, dalle nostre vite, dai nostri contesti se non svisceriamo eventi, contributi, apporti dati da determinati uomini e in determinati luoghi.
La Resistenza è stata il movimento di popolo maggiore nella Storia d’Italia, che ha visto mobilitare più di 360 mila tra partigiani e combattenti. Dove uomini e donne hanno lanciato il cuore oltre l’ostacolo per difendere una libertà che era soppressa nei modi più barbari, per difendere la propria autodeterminazione contro il regime fascista e l’invasore.
Un vasto fronte di lotta che si è sviluppato in tutta Italia toccando anche le nostre zone del Sannio e dell’Irpinia, quindi la nostra Valle Caudina. Basti pensare a quanto accaduto a Paolisi dove Fabio Viglione uccise un soldato tedesco intento a rubare la sua bici, unico mezzo che aveva a disposizione. Oppure ad Arpaia pochi giorni dopo, precisamente 11 settembre, tre compagni: Amedeo Napolitano, Giovanni Bifano e Brevetti Giuseppe, disarmarono due militi e un ufficiale di Milizia. Il giorno dopo sempre ad Arpaia sottrassero due mitragliatrici pesanti, cinque fucili mitragliatori, ingenti munizioni e una cinquantina di fucili, per poi azionarle contro i tedeschi. Da vari atti e testimonianze i tedeschi negli ultimi giorni di Settembre furono protagonisti di furti, saccheggi e uccisioni di bestiame sia nei centri abitati e sia nelle campagne della Valle Caudina.
Anche Bonea insorse contro i tedeschi il 4 Ottobre del 1943, dove alcuni cittadini organizzarono azioni di disturbo, in parte mal riuscite, nei confronti delle truppe tedesche che si ritiravano lungo la strada Montesarchio-Bonea-Bucciano ove fu ucciso a soli 22 anni il giovane Isidoro Perone Francesco.
Questo episodio scaturì una rabbia incontrollata del plotone tedesco che sparò nel centro abitato raffiche di mitra contro la popolazione che riuscì a scappare nella parte alta del paese, purtroppo in quel frangente perse la vita Giovanni Luciano di Francesco, di anni 38 che morì sull’uscio della propria abitazione.
Successivamente distrussero a colpi di cannone alcune case in contrada Bacile, infine tentarono di distruggere il ponte di contrada Valle che costituiva un punto di collegamento con la vicina Montesarchio, col fine di far perdere terreno alle forze anglo-americane che li seguivano. Il piano non andò a buon fine in quanto molte persone tra donne e uomini insorsero con mezzi di fortuna e riuscirono a fermare il tutto, mettendo in fuga i sabotatori.
L’antifascismo Secondo i dati elaborati dall’ANPI è misurabile dagli oltre 160 mila cittadini iscritti nelle liste di polizia e sottoposti a vigilanza speciale, 5.319 condannati dal Tribunale speciale a 23.661 anni di galera, 8.000 internati, 32 condanne a morte, quasi tutte eseguite. Il 90% erano comunisti.
Ricordare la Resistenza non deve essere inteso come un esercizio routinario, ricordarla “tanto per”; ma deve essere un imperativo categorico trarre quei valori di Pace, di Giustizia Sociale, di Eguaglianza, di Libertà ed Autodeterminazione che devono essere da monito per il presente e il futuro. Il nostro compito è praticarla giornalmente, recuperare una solidarietà operante che via via si sta scemando a causa del ritorno delle destre sullo scenario europeo, a causa di nazionalismi e di fomentatori d’odio che trasferiscono sugli ultimi le cause di una crisi morale, politica e sociale che non hanno in nessun modo prodotto e generato.
L’attacco fatto alle costituzioni europee non è casuale ma mirato contro la libertà d’interi popoli, dove con fare mistificatorio, si cancellano diritti acquisiti con anni e anni di lotte.
Difendere la costituzione estendere il suo programma è il primo obiettivo che noi comunisti ci poniamo, per la libertà dei popoli, Per il nostro futuro, per dire no alla guerra. NO PASARAN!

Partito Comunista d’Italia
Federazione Giovanile Comunisti d’Italia

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