La riabilitazione di Don Milani, il prete di Barbiana, 50 anni dopo. La nota di Franco Petraglia.

La riabilitazione di don Milani da parte di Papa Francesco, attraverso un video-messaggio, è un atto di riparazione: la sutura di una ferita lancinante aperta nella storia. E’ un atto, quello di Papa Bergoglio, che ripara un altro atto: la recensione di padre Perego che “Civiltà cattolica”pubblicò il 20 settembre del 1958. Una critica feroce che segnò a suo tempo la frattura dell’incomprensione tra don Milani e la Chiesa di Roma, di più tra don Milani e Papa Giovanni XXIII, che,influenzato negativamente da quella recensione, qualificò don Lorenzo Milani il”pazzerello scappato di manicomio”. Era ora che l’ambiente ecclesiastico facesse il” mea culpa” per tutte le sue critiche ingenerose e le polemiche montate attorno alla fulgida e valorosa figura del prete di Barbiana. Diceva bene Ludovico Ariosto:” Ecco il giudicio uman come spesso erra”. Don Milani è stato un “presbitero degli ultimi,” scrittore luminoso e lungimirante e grande precettore di fanciulli. Dei suoi interessanti libri mi porto nel cuore due sue massime: “Se mandate via i poveri dalla scuola non è più una scuola;è un ospedale che cura i sani e manda via i malati; ho voluto più bene a voi,ragazzi, che a Dio, ma ho speranza che lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia scritto tutto al suo conto”. Grazie, reverendissimo maestro , per i suoi preziosissimi insegnamenti, che resteranno validi ad ogni latitudine, in ogni cultura, in ogni epoca.

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