La Riforma della Carta Costituzionale.

carta costituzionaleLa Riforma Costituzionale è un passaggio importante dell’attuale fase politica. Lo è perché cambia l’assetto dell’Ordinamento legislativo. Dal Bicameralismo al Monocameralismo. Non solo. Cambia l’assetto Governo Parlamento.
Non solo. Cambiano gli assetti locali. Si interviene sulla configurazione della Regione. Fissando un nuovo riparto di competenza ed una nuova linea di discrimine tra le materie di competenza regionale e quelle dello Stato. Cancella la Provincia dalla Costituzione. Naturalmente non se ne può non parlare.
Il tema della Riforma della Carta connota il dibattito politico almeno dalla fine degli anni 70. Nel 1975 sul tema, il Capo dello Stato inviò un messaggio alle Camere. Nel 1979, venne assunta, dal Governo dell’epoca, la iniziativa della “Grande riforma”. Constata una qualche asperità nel condurre a termine quella iniziativa, si pensò di intervenire sulla legge elettorale. Garantite più ampie e coese maggioranze, forse la strada della riforma costituzionale si sarebbe potuta rivelare più agevole. La riforma elettorale Mattarella, venne varata nel 1992. Negli anni 90, furono istituite due Commissioni bicamerali, proprio per affrontare il tema. La Commissione Iotti, De Mita e la Commissione D’Alema. Dopo questi tentativi, si convenne di riscrivere la Costituzione a maggioranza. Innovando il principio non scritto fin a quel tempo in vigore. Vennero varate due riforme. Quella del 2001 del Centrosinistra, limitata al titolo V della Carta, approvata con Referendum e successivamente quella del Centro Destra, più ampia, la Bozza dei quattro saggi, respinta dal referendum, appositamente indetto. E siamo ai giorni nostri! Invero nel 2011, il Governo Berlusconi, presentò una riforma del titolo IV: l’Ordinamento Giudiziario. Abortì una volta caduto il Governo che l’aveva presentata. E siamo alla riforma del Governo Renzi. Di cui discutiamo mercoledì!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*