La Sanità nel Sannio non puo’ morire per logiche economiche. La nota di Bartolomeo Laudando.

I Portavoce Sanniti in Parlamento Pasquale Maglione, Angela Ianaro, Danila De Lucia e Sabrina Ricciardi chiedano al Governo che il Commissario ad acta per la Sanita’ De Luca venga rimosso dal suo incarico perché con il nuovo piano ospedaliero ha depotenziato fortemente gli ospedali in provincia di Benevento, penalizzando notevolmente le nostre popolazioni già in grande difficoltà, non si può fare un piano Sanitario Regionale paragonando il nostro Sannio alle città metropolitane di Napoli, Salerno e Caserta, In particolare per creare un’unica azienda il De Luca ha depotenziato gli ospedali di Sant’Agata de’ Goti e di Benevento. Mai fatto partire l’ospedale di San Bartolomeo in Galdo e Cerreto Sannita. Basti pensare che l ’intera provincia del Sannio resterà senza cardiochirurgia, sebbene in Campania se ne prevedono ben 13. Il Piano regionale della Rete Ospedaliera ha prodotto in Campania l’ennesimo paradosso. L’accorpamento del presidio ospedaliero di Sant’Agata dei Goti con l’ospedale Rummo di Benevento, finalizzato a dar vita all’azienda ospedaliera San Pio, ha comportato un depotenziamento di entrambe le strutture. Il presidio di Sant’Agata, nella sua riconversione in polo oncologico, perde il pronto soccorso ed è stato escluso dalla rete delle emergenze. Il Rummo perde cardiochirurgia e gastroenterologia, entrambe garantite dal solo Moscati di Avellino, e rischia di non avere più requisiti per la sua classificazione come Dea di II livello. Un’operazione che ha comportato un palese peggioramento della qualità dell’offerta ospedaliera per un bacino di circa due milioni di residenti. A ciò si aggiunga lo smantellamento dell’ottimo reparto di neurochirurgia del Rummo, che viene di fatto smembrato e spacchettato per unità operative e posti letto sui due presidi ospedalieri, scelta che ha probabilmente determinato il trasferimento volontario del primario del reparto, lasciandolo così senza una stabile guida. De Luca e la sua giunta ci dicano come intendono garantire il funzionamento della rete dell’emergenza per i cittadini della Valle Telesina, della Valle Caudina, dell’Alto Tammaro e del Fortore soprattutto nei casi di patologie cardiache che richiedono un tempo limite di intervento. Basti pensare che le aree servite fino ad oggi dal presidio di Sant’Agata dei Goti e San Bartolomeo in Galdo distano oltre 40 chilometri dal Rummo, percorso caratterizzato da lunghi tratti in zone collinari, resi impervi nei casi di neve o maltempo. Sarebbe opportuno continuare a garantire almeno un pronto soccorso di base, che garantisca triage, diagnosi e stabilizzazione del paziente prima dell’eventuale trasferimento al Rummo. La prospettiva, oggi, è di ritrovarci con un’intera provincia sprovvista di cardiochirurgia, nonostante in Campania se ne prevedono ben tredici.

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