La Santa Indignazione di Mons.Pasquale Maria Mainolfi.

La barca del mondo naviga in acque agitate. Occorre coraggio e audacia per evitare il naufragio. In un tempo di umanesimo piatto e di egoismo ramificato, non è lecito essere neutrali. E’ dovere di coscienza prendere posizione, prendendo lezione dai salmoni che amano andare controcorrente. Il filosofo spagnolo Miguel de Unamuno (1864 – 1936) sostiene: «Irritare la gente può giungere ad essere un dovere di coscienza». L’indignazione è un’emozione umana che consiste nel provare un sentimento di sdegno e riprovazione nei confronti di persone o comportamenti individuali o socialmente diffusi, offensivi in sé o nei confronti del proprio senso morale, rabbia cioè di fronte a qualcosa di ingiusto o sbagliato. Oggi si teme di più il giudizio degli uomini che quello di Dio. Per piacere al mondo si accettano compromessi che sviliscono la vocazione di figli della verità, rinunciando ad essere “segno di contraddizione” (Luca 2). La passione per la verità sembra estinta. La radice di questi mali scaturisce da una profonda crisi di fede. E’ in atto una progressiva paganizzazione dell’essere cattolico. Infatti si può essere pagani e cattolici allo stesso tempo. La vera amicizia con Dio genera l’audacia. Confidando in Dio sboccia la magnanimità per mezzo della quale si cerca di procurare il più grande bene per sé e per tutti. Tommaso d’Aquino scrive: «Coloro che sono rettamente ordinati alle cose divine sono i più audaci». C’è un’ira cattiva che nasce dall’impossibilità di soddisfare i propri interessi egoistici, ma c’è un’ira buona che nasce ordinatamente da un amore retto. L’indignazione davanti al male vero e soprattutto davanti all’offesa a Dio, è prova di zelo e di amore di Dio. Chi vuol piacere al mondo ad ogni costo, difficilmente eviterà di tradire Gesù Cristo. Unico scopo dell’indignazione è porre rimedio al male: «Irascimini et nolite peccare» (Salmo 4,5). Adiratevi, ma senza commetter peccato, cioè adiratevi con ira giusta, ossia quando lo richiede l’onore di Dio. La collera è naturale e positiva davanti ai mali reali. E’ opportuno che i genitori correggano con energia i figli quando le circostanze lo rendono necessario. La società ha bisogno di uomini e donne con una personalità robusta e decisa e non di persone disorientate, sonnolenti, timide, imbranate, paurose, vigliacche. Madre Teresa di Calcutta ripeteva sovente che “la malattia mortale che oggi affligge soprattutto l’Europa è l’indifferenza”. Tanti infatti ripetono pappagallescamente: chi me lo fa fare?… mi faccio i fatti miei, non mi impiccio, non voglio fastidi, abdicando così, in famiglia, a scuola e nella Chiesa, alla propria responsabilità educativa e individuando in quelli che hanno idee chiare, grandi progetti e tanto coraggio, persone pericolose e difficilmente gestibili! C’è infatti una prudenza per avanzare con saggezza ed equilibrio per non finire in un fosso e una prudenza per marcire senza osare e senza correre pericoli, immergendo tutti un una omeostasi di morte che genera una relativa stabilità satura di ipocrisia. Questa prudenza inoperosa e asfittica è gemella di una certa fastidiosa diplomazia. San Giovanni Crisostomo scrive: «Se non ti prende l’ira quando è necessario, pecchi!». E lo scrittore italiano Domenico Giuliotti: «L’odio è la caratteristica dei nani; la collera è la caratteristica dei giganti». Il filantropo francese Abbè Pierre, afferma: «C’è una rabbia santa e noi l’abbiamo lasciata cadere troppo». Vita, verità, Vangelo, Comandamenti, dignità della persona umana, giustizia, vengono calpestati mille volte al giorno e noi taciamo! Non sempre la rabbia è un peccato. Vi è una rabbia che la Bibbia approva ed è definita “giusta e sana indignazione”. Dio stesso si indigna ed anche ai credenti e agli onesti è ordinato di indignarsi dinanzi alle ingiustizie (Efesini 4,26). Occorre passione per risolvere i problemi. Anche Gesù “fece una frusta di cordicelle e scacciò fuori dal tempio i mercanti che lo profanavano, perché divorato dallo zelo per la Casa del Signore” (Marco 11, 11-25).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.