La Soprintendenza per il Paesaggio boccia il progetto per la Centrale Idroelettrica sul fiume Calore

La Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Caserta e Benevento ha decisamente bocciato il progetto della società CIRE per la realizzazione di una Centrale Idroelettrica sul fiume Sabato, confermando le critiche di Altrabenevento anche sull’operato della Commissione locale del paesaggio che tale intervento aveva ritenuto ammissibile. Infatti, dopo due pareri contrari di giugno e settembre 2017, la Commissione comunale composta da esperti designati da partiti, il 23 novembre 2017, esaminate le integrazioni presentate dall’amministratore della CIRE, Isabella Columbro, ha espresso parere favorevole limitandosi ad indicare le seguenti prescrizioni dettate da Marcello Stefanucci, delegato della LIPU: “Per i volumi tecnici fuori terra si prescrive il rivestimento con intonaco a calce con colori naturali, inoltre si raccomanda per le coperture l’utilizzo di tegole in coppi con contro coppi di colori adeguati all’ambiente circostante”. La Soprintendenza invece il 31 luglio scrive: “La realizzazione dell’impianto comporta una profonda ed irreversibile trasformazione morfologico ambientale e paesaggistica del sito: si prevede un volume di scavo di 10.884 metri cibi…; la radicale eliminazione di ogni forma di vegetazione spontanea ed infine la radicale trasformazione del sito da luogo poco contaminato il luogo industriale..”. L’Ente sottolinea anche “l’impatto acustico della turbina” e qualifica la vegetazione ripariale come fascia ecotonale tipica fluviale che svolge funzione primaria per la qualità ambientale dei nostri fiumi e che spesso le nostre Amministrazioni, assurdamente, tendono a rimuovere in nome di una malintesa sicurezza idraulica. Esprimiamo soddisfazione per la netta bocciatura di quel progetto da parte della Soprintendenza anche perché l’opera ricade nella “fascia A” di inedificabilità delimitata dal Piano Stralcio Difesa Alluvione redatto a cura dell’Autorità di Bacino. Ci rattrista, invece, il dover constatare che questa volta un Ufficio pubblico ha assunto una posizione di tutela ambientale che i rappresentanti delle storiche associazioni ambientaliste non sono capaci di esprimere quando diventano “istituzionali”.

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