L’Avellino deve uscire dal tunnel della crisi ma Tesser deve rivedere diverse scelte.

pallone-calcio L’Avellino, reduce dal secondo pareggio consecutivo, maturato al “Partenio-Lombardi” contro il Brescia, nell’anticipo valevole per l’ottava giornata di Serie B, oggi pomeriggio torna al lavoro per preparare la sfida con lo Spezia, in programma sabato alle 15, allo stadio “Picco”. Dovrebbe tornare a lavorare con il gruppo Gavazzi, che nell’ultima settimana ha svolto lavoro differenziato ed è ormai pronto a tornare a dare il suo contributo dopo l’infortunio al flessore sinistro rimediato lo scorso 19 settembre, al “Sant’Elia”, contro il Cagliari. Assente invece Biraschi, che raggiungerà Coverciano per aggregarsi alla B Italia con cui sosterrà uno stage fino martedì mattina, quando verrà disputato un test in famiglia. Il difensore, salvo accoglimento del ricorso avverso le due giornate di squalifica comminategli dopo Livorno – Avellino, sarà comunque indisponibile per il match in Liguria. L’Avellino di Tesser ha urgente bisogno di far punti, in otto gare ha racimolato solo sei punti. Società, squadra e ambiente sono analizzati nei minimi dettagli per trovare la ragione di quello che non va ma se i conti non tornano a finire inevitabilmente sotto la lente di ingrandimento è l’allenatore. All’Avellino mancano i numeri e soprattutto bisogna trovare urghente correttivi in difesa. L’Avellino ha incassato fino ad oggi 15 reti, troppe per una squadra che non riesce a segnare molto. Contro il Brescia si è vista in campo una squadra senza coordinamento tra i reaprti e i gol si incassano quando non funziona la fase difensiva alla quale partecipano anche centrocampisti e attaccanti.

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