Lavoro e Giovani, Vescovi chiedono svolta per il Sud

Hanno chiesto interventi concreti i vescovi del Sud che per due giorni si sono riuniti a Napoli per indicare soluzioni per dare un’opportunità di lavoro ai giovani. E con loro si è schierato il vertice della Conferenza episcopale italiana, il presidente, cardinale Angelo Bagnasco ed il segretario, mons. Nunzio Galantino. Preciso l’appello lanciato dal cardinale Bagnasco che proprio rivolgendosi ai giovani nel corso dell’omelia pronunciata nella messa celebrata nella basilica di San Francesco di Paola ha detto: “Non lasciate che qualcuno uccida la speranza dei vostri cuori”. E per favorire l’occupazione giovanile, ha aggiunto il presule, “c’è bisogno di investimenti” ma anche di una “burocrazia più snella” per attrarli. Intanto i giovani dovrebbero mettersi insieme per fare rete, per cogliere ogni opportunità perché “non è possibile che ogni anno si debbano restituire più di quatto miliardi di fondi perché non sono stati utilizzati”. Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario della Cei, Nunzio Galantino: “Al governo nazionale e a quelli locali dico che bisogna prendere atto che il Sud esiste, che il Sud non è soltanto ‘bisogno’ ma anche risorse e quando le risorse non vengono utilizzate c’è una doppia colpa”. E poi, ha proseguito, bisogna dire “no al pietismo e all’assistenzialismo” che sono “subdoli alleati del malcostume”, ma utilizzare le risorse. Cosa fare concretamente? I vescovi della Campania, guidati dall’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, hanno proposto la costituzione di cooperative attive nel settore dei beni culturali, dei cantieri-scuola, ma anche proposto di utilizzare fondi agricoli, non coltivati, che sono di proprietà di enti diocesani. Proposte che potranno potranno diventare fatti concreti anche grazie all’impegno della Regione Campania, come è stato ricordato nel corso dei lavori, nella fase iniziale. E proprio parlando dinanzi alla platea dei vescovi il presidente della giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, ha rilanciato la sua proposta di assunzione di 200mila giovani con uno stipendio iniziale di 900 euro da impiegare nella pubblica amministrazione, dove l’età media è alta. Personale da stabilizzare successivamente ma così si potrebbe offrire nell’immediato non solo una “speranza di rinnovamento concreto” della pubblica amministrazione ma anche “un’opportunità di lavoro e di vita” per tanti giovani diplomati e laureati che ora sono costretti a spostarsi altrove. Per il ministro Claudio De Vincenti che oggi ha preso parte ai lavori del convegno invece “è compito del governo creare le condizioni perché le energie forti del Sud possano allargarsi. E’ questo il senso del masterplan e dei patti”. “La scommessa di fondo – ha detto ancora De Vincenti – è costruire vere occasioni di lavoro, rimettere in marcia l’ economia del Mezzogiorno nel suo insieme. Non possiamo svincolare posti di lavoro nel settore pubblico, dobbiamo ridare speranza ai giovani non di un lavoro qualsiasi, ma di un lavoro produttivo”.

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