Le dimissioni del sindaco Ignazio Marino. La nota di Franco Petraglia

franco petragliaLa mia riflessione, nella fattispecie, non ha carattere partitico, ma è fondata sulla realtà oggettiva. Non se ne poteva più. Marino era ormai da mesi al centro di roventi polemiche. La sua sorte era da giorni segnata. Avrà fatto pure qualcosa di buono per la capitale, ma le ragioni delle sue dimissioni stanno in quello che fa fatto male o non ha fatto affatto. Da cattolico, quale si reputa, ha creato per primo in Italia il registro delle unioni civili e celebrato in pompa magna in Campidoglio le nozze di molte coppie gay. Non ha eliminato le buche, il malfunzionamento dell’Atac, la spazzatura per strada, il traffico pazzesco. Per non parlare delle sue spese enormi e ingiustificate a carico della sua amministrazione. Personalmente lo vedevo come l’asino in mezzo ai suoni. Insomma, lascia una Roma in alto mare, a due mesi dall’inizio del Giubileo straordinario della Misericordia. Poteva pensarci prima. Darei un consiglio spassionato al sindaco dimissionario: ritorni a fare il chirurgo e lasci la politica.

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