Le Fiamme Gialle in Irpinia hanno individuato 42 lavoratori in nero.

Sono proseguiti nei mesi di luglio ed agosto, in tutta l’Irpinia, i servizi a contrasto del lavoro sommerso da parte dei Reparti territoriali del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Avellino, che avevano già portato nel mese di giugno all’individuazione di trentanove lavoratori “in nero” ad opera della Tenenza di Sant’Angelo dei Lombardi. Nel corso degli interventi, svolti anche con l’ausilio di personale dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro irpino, si è proceduto ad identificare tutti i lavoratori presenti ed intenti a lavorare presso i soggetti economici controllati ed a raccoglierne le “dichiarazioni”, che poi sono state “incrociate”, nei successivi sviluppi operativi, con la documentazione ufficialmente custodita presso le società al fine di accertare le eventuali irregolarità. La Compagnia di Avellino e le dipendenti Tenenze di Solofra e Baiano hanno complessivamente scovato ventisette lavoratori “in nero” su sessantacinque identificati. Le Fiamme Gialle del Capoluogo hanno concentrato la loro attenzione su quattro ristoranti ubicati
tra Avellino, Mercogliano e Summonte accertando 8 lavoratori “in nero” sui 16 che lavoravano al
momento dei controlli. La Tenenza di Solofra ha effettuato accessi presso tre concerie operanti nel noto distretto industriale della concia dove dieci operai su trentuno non risultavano assunti.
Non è sfuggito alle Fiamme Gialle solofrane anche un bar di Serino dove sono stati scoperti due
lavoratori “in nero”. I controlli eseguiti dai Finanzieri di Baiano hanno consentito invece di individuare 5 lavoratori “in nero” su dodici identificati in una lavanderia mentre in un salone di barbiere/parrucchiere entrambi i soggetti intenti a lavorare non erano regolarmente assunti.
La Tenenza di Sant’Angelo dei Lombardi, nel solco delle attività già svolte a giugno, in altri quattro
controlli nei confronti di attività esercenti l’attività di somministrazione di alimenti e bevande (bar, catering, ristoranti) ha individuato ulteriori 15 dipendenti “in nero” su 20 controllati. Nel complesso le Fiamme Gialle irpine hanno quindi scovato ben 42 lavoratori in nero su 85 controllati con una “percentuale complessiva di irregolarità” vicina al 50%, con un picchi addirittura del 100%.
Per otto delle attività controllate è stata avviata la procedura finalizzata alla “Sospensione dell’attività imprenditoriale”, prevista dal Decreto Legislativo nr. 81/2008, nei casi in cui una società abbia una percentuale di lavoratori irregolari superiore al 20% della forza regolarmente assunta. I datori di lavoro rischiano, inoltre, di corrispondere le cosiddette “MAXISANZIONI” per un importo complessivo variabile dai 63.000 ai 378.000 euro, visto che la normativa vigente prevede
l’irrogazione di una sanzione fluttuante tra i 1.500 a 9.000 euro per ciascun dipendente non
regolarmente assunto oggetto di verbalizzazione. L’attività di servizio svolta assume fondamentale importanza per la tutela della collettività, in particolare dei lavoratori e delle imprese che operano nel rispetto della legge, al fine di contrastare le distorsioni dell’economia locale ed arginare la concorrenza sleale e proseguirà, senza soluzione di continuità, in completa sinergia con gli altri Organi preposti al contrasto del lavoro sommerso, quale l’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

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