Lettera aperta al Procuratore della Repubblica di Benevento di un cittadino che da anni chiede giustizia.

Egr. Dr. Conzo,
La ringrazio per avermi concesso, ben due volte, la facoltà di rappresentarle le doglianze in ordine ai disordini, alle irregolarità, alle sparizioni, agli illeciti e ai reati che stanno accadendo in Prefettura, in Procura, in Tribunale e da 20 anni nel Comune di Sant’Angelo a Cupolo, senza che la Prefettura, né alcun magistrato abbia ritenuto di interdire gli amministratori e ripristinare lo stato di legalità. Con l’ultima deposizione spontanea del 27 ottobre scorso, le segnalai anche le scorrettezze, le provocazioni e le intemperanze di non pochi agenti delle forze dell’Ordine, di alcuni Magistrati e di diversi funzionari, del Tribunale e della Procura. Ebbene, tali accadimenti non solo sono lievitati in numero ed ampiezza, ma stanno assumendo proporzioni intollerabili, tali da indurmi ancora una volta in azioni di protesta, che ora muoverò ad oltranza, finché a Benevento sarà fatta giustizia e pulizia. E’ assurdo e intollerabile che in Tribunale mi viene negata la visione e l’estrazione di copia da fascicoli “aperti”, e mi si mandi avanti e indietro fino a costringermi a protestare e a scrivere addirittura richieste d’accesso ai sensi della L. 241/90, senza peraltro ottenere risposta nei limiti della legge stessa, come se le norme sulla trasparenza, sulla semplificazione, sull’accesso agli atti e quelle dettate dal Codice di Amministrazione Digitale
fossero sconosciute e valessero per tutta P.A., tranne che per il Ministero di Giustizia.
E’ assurdo e intollerabile che una querela del 2010, concernente la contraffazione di documenti pubblici, in Prefettura e in Tribunale, sia stata prima fatta stagionare per 3 anni in Procura, poi sia stata confusa con due “diverse” querele successive, affossate dai PM e riesumate 5 volte dal GIP, e, come se non bastasse tale calvario, la stessa querela e le altre sono state “erroneamente” archiviate dal PM. E infine, dopo varie proteste ed urla sollevate dallo scrivente in Procura, è stato aperto un nuovo fascicolo, di cui non è possibile conoscerne il contenuto, mentre i 3 procedimenti impropriamente riuniti sono rimasti a dormire in obitorio, dopo 7 anni di ingiustificabile pendolarismo, di scomparse e di riapparizioni. E’ assurdo, intollerabile ed insopportabile, che io venga sballottato tra Procura e Tribunale e debba subire prepotenze, discriminazioni e reati dagli Amministratori del mio paese, nonché provocazioni, traduzioni in caserma ed incessanti intemperanze di agenti e funzionari della DIGOS, come se fossi io il delinquente da castigare e non gli amministratori dello Stato querelati fino all’anno scorso. Se ai Magistrati inquirenti e ai collegi giudicanti non sono bastati 7 anni e mezzo per individuare i colpevoli dei numerosi reati denunziati dallo scrivente, mi auguro che ci riesca Lei a disinnescare il corto circuito e fare giustizia, in pochi giorni, prima che succeda qualcosa e che il Tribunale, la Procura, la Prefettura e la mafioseria locale vadano a finire sulle pagine di cronaca nera. Per ovvie ragioni di riguardo e di riservatezza, non anticipo i filmati ed alcun dettaglio sulle vicende che stanno accadendo. Perciò, se vuole, mi troverà ogni mattina dinanzi al Tribunale.
La lettera è a firma di Attilio Paradiso di Sant’Angelo a Cupolo. Recapiti: attilio.paradiso@pec.it
Via Regina Elena, 75 – 82010 – fraz. Pastene di SANT’ANGELO A CUPOLO

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