Lettera aperta al Sindaco Mastella: l’uomo dei dissesti.

La CGIL di Benevento ribadisce con forza e determinazione la propria netta contrarietà alla dichiarazione di dissesto del comune di Benevento, che getta la nostra città nel baratro più totale.
Ma d’altronde la fedeltà al proprio pensiero è una cosa seria e va riconosciuta, in quanto l’Onorevole Mastella, l’uomo dei dissesti più che dell’amministrare, dichiarò il suo primo dissesto nel 1993 nel Comune di Ceppaloni, mettendolo in ginocchio.
Oggi, a distanza di 24 anni, ci riprova con una nuova dichiarazione di fallimento che riguarda stavolta la città capoluogo, condannando pensionati, cittadini, lavoratori, giovani, precari, a non avere una prospettiva, a non avere un futuro, a non avere uno sbocco lavorativo.
Il fallimento della città ha conseguenze dirette sui lavoratori, ma anche sui pensionati e i cittadini tutti: si comprime la possibilità di erogare i servizi mini essenziali e vi sono forti ricadute negative sui livelli occupazionali.
Alcuni esempi lampanti: i lavoratori della mensa, che con il dissesto non recupereranno le retribuzioni maturate e non corrisposte; le sorti dei 98 lavoratori della AMTS; i lavoratori delle affissioni, ai quali è stato negata l’apertura delle buste di un bando di gara espletato che avrebbe dovuto consegnare loro una stabilità lavorativa, dopo tante battaglie e dopo tanta precarietà; il venir meno delle risorse da destinare al settore politiche sociali, per far fronte alla povertà di tante famiglie beneventane; i lavoratori ASU, che oggi non hanno più alcun sostegno al reddito.
Vertenze che il Sindaco Mastella, incontrando di volta in volta i lavoratori interessati, si era impegnato a risolvere in campagna elettorale, promettendo centro cottura a Capodimonte, chiamate al lavoro attraverso i voucher, stabilizzazioni lavorative, rilancio della città.
Ma, ad elezione avvenuta, per incanto i lavoratori con le proprie vertenze diventano una “scocciatura” da evitare sempre ed in ogni caso, tanto è che non ha mai convocato i sindacati confederali per fare il punto sulle questioni del lavoro e sulle vertenze più delicate e complicate, nonostante le specifiche richieste. Ma che l’Onorevole non avesse alcuna intenzione di “governare la città” era chiaro. Nessuna programmazione, nessun progetto messo in campo per rilanciare l’occupazione ed il lavoro, tema mai toccato, neanche per sbaglio, in campagna elettorale. Riesce a farsi bocciare l’unico progetto presentato, quello da 18 milioni di Euro per la riqualificazione delle periferie, per non averlo predisposto nel rispetto di quanto richiesto dalle linee guida, con il risultato di far collocare Benevento al posto 120 nella graduatoria dei comuni aspiranti. Inoltre, nulla si sa sul Progetto della Regione di 30 milioni di euro da destinare alle lavoratrici ed ai lavoratori che non hanno alcuna forma di sostegno al reddito, al quale il Comune avrebbe dovuto partecipare, e che abbiamo sollecitato. A che punto é? É stato accolto? Arriveranno le risorse sul nostro territorio? Ecco, Onorevole illustrissimo, la CGIL continuerà a fare la propria parte, a svolgere il proprio ruolo, quello della contrattazione, chiedendo sempre conto delle scelte che Lei metterà in campo, non rassegnandosi mai, provando, giorno dopo giorno, a contrastare e sovvertire le politiche scellerate e a restituire dignità ai cittadini, alle lavoratrici, ai lavoratori, ai precari, ai giovani. Sì dignità, Onorevole, quella che lei non ha avuto quando, anziché misurarsi con le difficoltà della città e quindi dei cittadini comuni, ha preferito la strada più semplice, quella del fallimento della nostra Benevento. Adesso potrà pur aver raggiunto il suo unico obiettivo, quello di essere tornato alla ribalta delle cronache nazionali ed avere ottenuto qualche invito in qualche trasmissione televisiva nazionale, utilizzando la città di Benevento ed i suoi cittadini, ma sia certo che i Sanniti non avranno memoria corta e la ricorderanno come l’uomo che anziché dare prospettiva e futuro alla città di Benevento, così come da Lei promesso in campagna elettorale, ha dichiarato il fallimento di una città, di un popolo. Lei, invece, non ha avuto memoria ed il suo percorso politico, ci lasci dire, con molta umiltà, non Le ha insegnato nulla. Cadere in disgrazia per aver ripetutamente cambiato schieramenti politici, dalla destra alla sinistra, attesta che la coerenza non è la dote migliore, ed anche in questo caso non si è smentito, non riuscendo ad essere coerente nemmeno con quanto promesso e sbandierato in campagna elettorale. Ma noi, in verità, diffidiamo delle bacchette magiche e degli “uomini della provvidenza”.

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