: Lettera aperta del vescovo Battaglia a tutti gli studenti e i docenti per l’anno scolastico 2018/2019

Carissimi Agostino e Patrizia,
è di nuovo settembre ed il mio pensiero, ancora una volta, è per voi che state per fare ritorno a scuola, pronti per affrontare un nuovo anno all’insegna della vita che si fa sogno, dei sogni che si fanno vita.
Tu, Agostino, nei panni dello studente e tu, Patrizia, nei panni dell’insegnante, vi ritroverete di nuovo insieme a condividere gran parte della vostra giornata, a camminare insieme lungo il sentiero della scoperta e della crescita.
Vorrei, allora, partire proprio dalla parola “scuola” per farvi il mio augurio per questo nuovo anno scolastico.
S come sapere.
Don Lorenzo Milani diceva: “Chi sa, è; chi non sa, non è”. È come dire che il sapere rende “potenti”, ed è il potere della denuncia, della proposta e, soprattutto della testimonianza…la consapevolezza della propria responsabilità e del proprio impegno. È la capacità di riconoscere i propri limiti, di educare educandoci. Vi auguro, allora, di vivere il sapere come dono. Un sapere non inteso semplicemente come lo stare ogni giorno seduti alla scrivania per studiare o portare avanti il programma dell’anno, ma come lo spazio nel quale allargare i vostri orizzonti e dare un respiro più ampio alla vostra vita, lo spazio nel quale ravvivare il sapore della scoperta, la curiosità della conoscenza, l’importanza del fare memoria per vivere in pienezza il presente e progettare i passi futuri. Un sapere non finalizzato ad un numero accanto ad un nome sul registro ma che dia valore a ciò che ognuno è. Un sapere che possa arricchire il vostro bagaglio di conoscenze, di esperienze, di emozioni.
C come cura.
Vi auguro di saper avere cura. Abbiate cura della vita innanzitutto. Sappiate fare quelle scelte coraggiose che permetteranno al vostro cuore di essere il luogo della custodia dell’altro. Abbiate cura delle relazioni, quelle tra compagni di classe, quelle tra insegnanti, quelle tra studenti e docenti, quelle con i collaboratori scolastici. Fatevi compagni di viaggio gli uni degli altri sapendo scorgere in ognuno un’opportunità per la vostra vita e non una minaccia. Abbiate cura del terreno sacro che è la vita dell’altro. E abbiate cura anche dei luoghi che oggi sono affidati a voi e da voi abitati.
U come unici.
Vi auguro di sentirvi unici, insieme. Si, perché tutto ciò che di bello c’è in voi, può venire fuori solo se sarete in grado di vivere la comunione delle differenze. Nessuno è diverso, ognuno è unico ed è solo nella diversità che si può cogliere il vero senso della bellezza e l’essenza di un impegno che non discrimina ma include.
O come occhi.
Vi auguro di avere occhi in grado di guardare oltre. Oltre i limiti, oltre i pregiudizi, oltre ogni apparenza. Sappiate andare oltre e scoprirete orizzonti nuovi che vi permetteranno di vivere in pienezza ogni attimo del vostro tempo. Occhi ricolmi di gratitudine per tutto quanto vi è donato. Occhi aperti contro i luoghi comuni, attenti ai problemi del mondo. Occhi umani, ricolmi di umanità, che non vi lascino indifferenti ed intolleranti ma che vi rendano capaci di sapervi schierare sempre dalla parte del bene, di saper prendere una posizione in ogni circostanza, dalla parte della verità. Non tradite mai la verità.
L come legami.
Vi auguro di saper costruire legami autentici. Legami che non vi tengano legati, quasi a togliere il respiro, ma che vi facciano sentire liberi di essere quello che siete in qualsiasi momento, luogo e situazione. Legami che vi rendano costruttori di relazioni vere, che vi permettano di essere attenti ad ognuno, di saperne ascoltare i bisogni più nascosti, di accantonare ogni maschera e di condividere ogni passo del vostro cammino da quello più facile a quello più difficile, da quello più gioioso a quello più doloroso, di sorridere con chi sorride, di asciugare le lacrime di chi è nel pianto, di accarezzare il cuore e la vita di ogni persona che vi passa accanto, in classe, nell’atrio, lungo i corridoi.
A come appassionati.
Vi auguro di sentirvi appassionati. Non lasciate che il tempo scorra senza senso, che la vita vi scivoli addosso. Afferratela e vivetela in ogni suo attimo, cercatene l’essenza più vera. Appassionatevi a tutto quello che accade dentro e fuori di voi. Appassionatevi ad ogni uomo e donna. Appassionatevi al bene, alla verità, alla giustizia. Appassionatevi allo studio e non sentitevi mai arrivati. Appassionatevi alla vita. Appassionatevi e lottate per quello in cui credete.
Non sprecate questo tempo…non tornerà più. Vivetelo, presenti al vostro presente anzi, sentinelle del futuro presente.
Buon anno scolastico!

† don Mimmo, vostro Vescovo

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