Libera. Il via alla Seconda Lezione: “Gli spazi sociali ed economici della camorra”

È iniziata la settimana scorsa la “Scuola per Animatori di Legalità”, un progetto che Libera, grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio di Avellino, porta avanti sul territorio, ormai per il secondo anno consecutivo. La scuola, rivolta agli studenti del triennio degli Istituti Superiori, consta di dieci appuntamenti che vedranno coinvolti soggetti operanti, ciascuno nel proprio ambito, sul fronte dell’antimafia sociale. Ad inaugurare il corso è stato Don Marcello Cozzi, membro della segreteria nazionale di Libera, il quale ha parlato ai giovani studenti con sensibilità e fermezza. Ha sottolineato quanto sia urgente la necessità che i giovani si riapproprino dei propri spazi e siano protagonisti del loro tempo. Una necessità che diviene sempre più lampante alla luce dei vent’anni che Libera ha compiuto. Vent’anni di forti cambiamenti. Vent’anni in cui la rete di Libera si è ingrandita, portando dentro di sé una pluralità che è in primo luogo una ricchezza, ma che richiede anche molta attenzione.
A portare i saluti della Camera è stato il Segretario Generale Luca Perozzi, il quale si è detto entusiasta del lavoro fino ad oggi svolto e proprio per questo pronto a rinnovare l’impegno. Una prima giornata di presentazione e di conoscenza, che è servita ad introdurre ai giovani studenti le tematiche oggetto dei successivi incontri. Si terrà infatti Giovedì 3 Marzo, dalle 15.30 alle 17.00, la seconda lezione della Scuola, presso la sede della Camera di Commercio in Piazza Duomo,5. “Gli spazi sociali ed economici della camorra”, questo il titolo dell’incontro che prende spunto da un lavoro condotto a più mani dal nome “Affari di Camorra”. A relazionare sul tema saranno infatti proprio gli autori del testo: Luciano Brancaccio, Stefano D’Alfonso, Ernesto De Nito, Anna Maria Zaccaria, ricercatori presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Napoli “FedericoII”. L’idea di questo incontro è nata dalla consapevolezza dell’alto grado di infiltrazione e diffusione della criminalità organizzata nell’ambito del tessuto sociale ed economico. Fornire ai giovani un quadro complessivo ed attuale del fenomeno rappresenta certamente uno strumento per permettere loro di prendere coscienza del problema. Questo però non è sufficiente. La premessa, infatti, della Scuola, è proprio quella di fornire ai ragazzi i mezzi per organizzare una risposta concreta di cambiamento e speranza sui territori. I ragazzi non devono sentirsi sconfitti, ma devono comprendere di essere in primo luogo essi stessi una risorsa. Solo in questo modo potranno essere veri promotori di legalità e giustizia e potranno contaminare le realtà circostanti.

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