L’Irpinia piange Pietro Foglia.

Era un politico vecchio stampo, conosceva il territorio e si informava dei suoi problemi. Non si era mai stancato di girare la provincia,continuando ad essere un punto di riferimento, anche quando, nel 2015, per un assurdo meccanismo di assegnazione dei seggi, non furieletto al consiglio regionale, nonostante avesse ottenuto ben 15mila preferenze. L' Irpinia piange Pietro Foglia, scomparso nel primo pomeriggio di oggi a soli 68 anni. Da un poco di tempo lottava,con coraggio, contro un brutto male, ma fatale gli è stata una ischemia celebrale. Foglia era un ingegnere che aveva la passione perla politica. Per due mandati è stato presidente del consorzio Asi di Avellino. Grazie alla sua caparbietà è stato realizzato il secondo lotto della strada a scorrimento veloce e completata la progettazione dell'intero asse attrezzato. Ne difese il finanziamento, ma se ne è andato senza poter vedere realizzato questo sogno. Sempre da presidente dell'Asi tentò di portare la piattaforma Ikea nella zona industriale di Cervinara, ma la mancanza di strade di comunicazioni impedirono questo insediamento. Nel 2010, alle elezioni regionali ottenne 15 mila preferenze ed entrò nell'assemblea regionale. Cercò la soluzione per gli operai delle comunità montane, realizzando una legge che trasformava gli enti in agenzie. Poi, dopo aver rotto con Ciriaco De Mita fu eletto presidente del consiglio regionale e si distinse come figura di garanzia. Nel 2015, come già detto,un'assurdità non gli permise di tornare in consiglio, nonostante le 15mila preferenze. In quei giorni si parlò anche di una sua possibile nomina a sottosegretario.  Nel marzo scorso  tentò l'avventura alle politiche, ma fu travolto come tutti i rappresentanti dei partiti tradizionali dal ciclone cinque stelle.Ora si stava preparando alla rivincita alle regionali, ma la sorte ha deciso diversamente.  Se va un vero galantuomo, una persona seria che ha sempre visto la politica come servizio verso il territorio. 

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