Lorenzin-Cantone, via task force anticorruzione in Sanità

Controlli e blitz nelle Aziende sanitarie per verificare l’applicazione delle norme anticorruzione già previste. Prenderanno il via da settembre e ad effettuarli saranno apposite task force di ispettori ‘specializzati’. A prevederlo è il Protocollo d’intesa firmato oggi dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ed il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone, secondo il quale in questo modo si passa finalmente ”dalle parole ai fatti”. L’obiettivo è dunque verificare la corretta applicazione del Piano Nazionale Anticorruzione-sezione sanità, recentemente approvato. La task force, ha spiegato Lorenzin, ”sarà composta da Carabinieri dei Nas e ispettori del ministero e dell’Anac. Questa però – ha precisato – non vuole essere un’azione repressiva bensì di prevenzione. Dagli appalti alle liste di attesa, speriamo cioè di dare un’uniformità al livello di controllo e prevenzione”. Il Protocollo – che avrà la durata di 36 mesi – prevede, a tal fine, la nascita di un Registro del personale ispettivo e del Nucleo Operativo di Coordinamento (Nuoc) che sarà composto da 3 rappresentanti del ministero, di Anac e Agenas, e svolgerà funzioni di supporto per le attività di controllo. Il punto, ha avvertito Cantone, è che la Sanità ”è particolarmente sensibile alla corruzione ma all’interno del settore ci sono le condizioni per cambiare”. I piani anticorruzione “rischiavano però di rimanere solo carta: il fatto è che se si fanno delle regole, bisogna poi essere in grado di controllare”. Da qui l’obiettivo della task force di andare a verificare ”se l’attuazione dei piani anticorruzione è solo formale o sostanziale, e questo – ha precisato Cantone – si fa andando nelle Asl e controllando, avvalendosi di ispettori che hanno competenze specifiche”. I controlli, ha spiegato, “non saranno casuali ma si seguirà una logica, puntando ad esempio alle realtà caratterizzate da un maggior numero di appalti e criticità. Ci baseremo su banche dati e considereremo ad esempio, elementi come il grande numero di proroghe e procedure negoziate”. I riflettori saranno dunque puntati sulle varie situazioni a rischio corruzione: dalle nomine agli appalti ai conflitti di interesse tra medici e aziende. Anche se la situazione che ”ritengo particolarmente odiosa – ha osservato Cantone – è il superamento delle liste d’attesa, perché qui si gioca con la salute”. Quanto alle cifre sulla corruzione, che alcune stime valutano in circa 6 mld l’anno per il solo settore Sanità, Cantone ha rilevato come manchino dei numeri certi: ”Come tutte le attività illecite – ha detto – è difficile calcolare l’impatto reale dei fenomeni di corruzione nella Sanità; su questo stiamo lavorando e un’idea è quella di utilizzare le competenze dell’Istat per arrivare ad una valutazione”. Ad ogni modo, da quando è partito nel 2015 il piano anticorruzione nella sanità, con norme ad hoc, un importante risultato si è già raggiunto: ”Ci sono arrivate decine di segnalazioni autografe di denunce di fenomeni di illeciti, e ciò indica – ha commentato Lorenzin – che vi è una grande fiducia nelle istituzioni”.

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