Luigi Piacaquadio nel momento in cui uccise il figlio era incapace di intendere e di volere

Nel momento in cui uccise il figlio era incapace di intendere e di volere in quanto affetto da un disturbo depressivo sfociato, quel giorno, in un episodio psicotico acuto. Sono le conclusioni alle quali è giunto il professore Piero Ricci, che, su incarico del gup Loredana Camerlengo, ha curato la perizia psichiatrica su Luigi Piacquadio, 73 anni, di Montesarchio, segretario comunale in pensione, che il 10 settembre 2016 aveva ucciso, colpendolo all’altezza del cuore con un coltello, il figlio Domenico, 38 anni, disabile, che lui accudiva dalla nascita. Lo specialista sarà ascoltato il 19 ottobre, quando, nel rito abbreviato a carico di Piacquadio, risponderà alle domande del Pm. Piacquadio dallo scorso febbraio è agli arresti domiciliari in una casa famiglia dopo cinque mesi di detenzione in carcere. Il 73 enne era tormentato dalla paura di ciò che sarebbe potuto capitare a Domenico una volta rimasto solo.

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