Mastella: per me prima viene Benevento.

“In riferimento alle tante notizie ed indiscrezioni di stampa che stanno caratterizzando questo inizio di autunno, tutte riconducibili a movimenti e passaggi dei gruppi consiliari, mi preme ribadire il mio pensiero, espresso in ogni sede. Il mio impegno a favore di Benevento è nato e si articola con il solo obiettivo di risollevare la città e la comunità degli amministrati. Credo che sin da quando ho palesato la mia proposta all’elettorato non vi sia stato alcun dubbio sull’assoluta caratterizzazione dell’amministrazione comunale: non un compagine a precisa demarcazione politica e partitica ma un progetto di rilancio e riorganizzazione. Dunque, pur consapevole dell’importanza che rivestono gli schieramenti e all’interno degli stessi le diverse sigle, sono decisamente più interessato alla risoluzione delle tantissime problematiche sul tappeto piuttosto che agli equilibri o agli equilibrismi che cambiano con cadenza quotidiana. Non mi sfugge, del pari, che l’amministrazione debba riscontrare in Consiglio la maggioranza necessaria ad attuare le proposte sottoposte ai cittadini ed i progetti inseriti nel programma: questi numeri ci sono stati democraticamente affidati dai beneventani, sulla scorta di quel mandato andremo avanti fin quando esso sarà garantito. Non si dovessero più riscontrare i rapporti numerici che hanno deciso gli elettori, non avrei difficoltà a prenderne atto. Comprendo, ripeto, le aspirazioni dei singoli e delle forze politiche, ma ci sono delle priorità che un sindaco non può declinare in seconda battuta: per me prima viene Benevento e il suo prestigio da rispolverare, poi tutto il resto. Anche per questa ragione mi interesso poco dei cambi di scenario. Condivido l’aspirazione di alcuni consiglieri a partecipare attivamente alla gestione amministrativa, non solo in termini di controllo quanto piuttosto di indirizzo: alla fine si tratta del principale movente per chiunque aspiri ad apportare un contributo alla vita della propria comunità. Meno chiare mi appaiono le ragioni di carattere personale. Ciononostante, non mi meraviglio che le prossime, imminenti elezioni politiche possano produrre fibrillazioni e movimenti, parte del gioco. Allo stesso modo, però, nessuno si sorprenda del mio disinteresse per questi valzer: io non ho pregato e non prego nessuno, chi vuol partecipare con impegno e dedizione è il ben accetto, chi preferisce ragionare tatticamente per altri scopi lo faccia liberamente. Anche io, un po’, nel caso proverò a giocare sul tavolo della politica, nel frattempo, ribadisco, per me c’è la città al primo posto che attende risposte e fatti concreti”.

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