“Il matrimonio, come tutti i sacramenti, è un atto ecclesiale e non un avvenimento semplicemente privato”.

Monsignore Pompilio Cristino, vicario generale per l’Arcidiocesi di Benevento ha ricordato ai fedeli e ai sacerdoti beneventani la normativa universale, contenuta nel Codice di Diritto Canonico, e le relative disposizioni della Conferenza Episcopale Italiana per la celebrazione dei matrimoni. “Visto il ripetersi di alcuni abusi circa l’osservanza delle norme canoniche sul luogo della celebrazione del Sacramento del Matrimonio – scrive don Pompilio Cristino – nella nota pubblicata anche sul sito dell’Arcidiocesi di Benevento – mi premuro di richiamare alla vostra cortese attenzione la normativa universale. Purtroppo- scrive ancora il Vicario –, non di rado, si sono verificate spiacevoli situazioni, in cui sono dovuto intervenire personalmente per impedire la celebrazione di matrimoni all’interno di ville private o strutture alberghiere (in oratori o cappelle non riconosciuti come chiese succursali), soprattutto di coppie di sposi provenienti da fuori diocesi”. Duro il monito di don Pompilio proprio agli organizzatori degli eventi religiosi fuori dalle chiese riconosciute: “Molto spesso sono gli stessi gestori o proprietari di ville o ristoranti che, tra i vari servizi, propongono alle coppie di sposi la possibilità di celebrare il matrimonio con rito religioso all’interno della struttura stessa. Onde evitare – rimarca il vicario – per il futuro che simili situazioni di verifichino nuovamente, è mio dovere precisare che: il matrimonio, come tutti i sacramenti, è un atto ecclesiale e non un avvenimento semplicemente privato. Il luogo ordinario per la celebrazione del matrimonio è la Parrocchia, primaria comunità ecclesiale”. Don Pompilio spiega anche che: “Si può celebrare il matrimonio che fuori parrocchia, ma la celebrazione si svolga nel pieno rispetto delle norme liturgico pastorali. L’accoglienza dei nubendi sia fatta esclusivamente dal Parroco della chiesa o da altro sacerdote. L’incontro sia improntato al rispetto, all’ascolto e al dialogo, con la preoccupazione di chiarire ambiguità intorno alla richiesta del sacramento ed offrire un aiuto concreto per la preparazione”. Detto questo il Vicario generale ribadisce ancora una volta che “la celebrazione del matrimonio in oratori o cappelle non riconosciuti come chiese succursali resta proibita… salvo giusta causa da sottoporre all’Ordinario. Così pure resta proibita la celebrazione del matrimonio nelle ville o all’aperto, e in genere in quei luoghi dove la celebrazione rivesta il carattere di cerimonia privata ed esclusiva”. Insomma, dalla chiesa beneventana arriva lo stop ai matrimoni “evento” che non rispettano le norme della Chiesa.

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