Medici presidio San Martino Valle Caudina preoccupati per riorganizzazione Continuita’ Assistenziale.

Ci preoccupa molto la scelta illogica, irrazionale e non conforme alle leggi che la Azienda Sanitaria Locale di Avellino ha intenzione di attivare nella nuova riorganizzazione dell’assetto della Continuità Assistenziale per i seguenti motivi:
1. per quanto di nostra conoscenza, il contratto nazionale di categoria non prevede turni singoli di continuità assistenziale per ovvi motivi;
2. la salute del cittadino non è tutelata totalmente, essendo ridotte le unità mediche ed il numero dei presidi;
3. non è garantita la sicurezza del medico in servizio, soprattutto nelle zone a rischio: è necessaria una guardia giurata e l’ASL dovrebbe sostenerne il costo. Sono tanti i casi di aggressione e di violenza fisica ai medici in servizio.
4. ci sembra illogico risparmiare sul diritto alla salute dei cittadini, in quanto il costo della continuità assistenziale incide minimamente sul bilancio aziendale e per di più un medico che svolge un’attività di fatto usurante, notturna e festiva, è pagato meno di un operaio non specializzato che lavora nelle ore solari.
5. si fa presente, inoltre, che i criteri utilizzati per la riduzione dell’organico mostrano una scarsa conoscenza del territorio, soprattutto il nostro!, e delle difficoltà di accesso alle cure ospedaliere da parte dell’utenza;
6. occorre valutare come criterio per l’organizzazione dei presidi di continuità assistenziale non solo il numero di abitanti, ma anche la vastità e le asperità del territorio, come è anche il nostro.
7. alla luce delle attuali difficoltà in merito alla carenza di medici di assistenza primaria riscontrate da molti pazienti di diversi Paesi (Cervinara e Rotondi), la scelta aziendale di ridurre il numero di medici di continuità assistenziale arrecherebbe un ulteriore danno all’utenza;
8. non riteniamo giusto che gli sprechi che nel tempo hanno generato un deficit di bilancio, debbano essere pagati non da chi li ha commessi, bensì dal cittadino;
9. in ultimo, ci teniamo a precisare che i medici continueranno a lavorare garantendo impegno e professionalità, ma saranno pronti ad adire le vie legali per difendere il principio su cui si fonda la nostra professione, ovvero assistere, curare ed essere a disposizione del paziente.

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