Migranti, don Alfonso e don Lorenzo pronti all’accoglienza.

immigrati_lampedusaNonostante i tanti problemi, nonostante le richieste di aiuto quotidiane, alle quali devono far fronte, i parroci sono pronti a fare la propria parte. Sono pronti ad accogliere in pieno l’appello di Papa Francesco ed aprire le porte delle loro strutture ai profughi. “ Si tratta, ci ha detto, don Lorenzo Varrecchia di una questione di umanità alla quale non possiamo sottrarci”. Don Lorenzo, è l’amministratore parrocchiale di Sant’Adiutore Vescovo a Cervinara, parrocchia che ospita nella casa canonica tre persone, senza tetto, italiane, da circa dieci anni. La casa canonica, però, avrebbe bisogno di interventi di ristrutturazione, quindi, non può accogliere altre persone. Lo stesso don Lorenzo, infatti, vive presso la casa paterna a San Martino Valle Caudina, proprio a causa della impossibilità di poter usare quella struttura. Ma, sempre all’interno della stessa parrocchia, ci sono altri edifici di proprietà del clero, che potrebbero essere messi a disposizione. Don Lorenzo aspetta solo il via libera e sa di certo che i suoi parrocchiani non si sottrarranno a questa opera di solidarietà forte. Intanto qualche giorno fa, il sacerdote ha consegnato nella mani dell’arcivescovo una sostanziosa donazione, raccolta tra la sua gente proprio a favore di questa emergenza umanitaria. Anche l’abate di San Gennaro Vescovo a Ferrari di Cervinara, don Alfonso Lapati, vuole coinvolgere la parrocchia. Innanzitutto, la settimana prossima, convocherà il consiglio pastorale che è l’organo esecutivo.” Coinvolgere i laici, ci ha detto l’abate, è essenziale in questa opera. La chiesa si deve aprire sempre di più a tutti”. Anche a Ferrari potrebbe essere messa a disposizione la casa canonica, in quanto don Alfonso vive nell’abitazione dei suoi genitori. Ma, come don Lorenzo, l’abate vuole coinvolgere le famiglie della sua parrocchia per dare, oltre che un aiuto sostanziale, anche un conforto vero. Intanto, la settimana prossima il cardinale Sepe ha convocato a Pompei tutti i vescovi della Campania per rispondere all’appello di papa Francesco, La chiesa campana sembra essere pronta a fare la propria parte, come del resto, fa sempre, perché da noi le emergenze sono quotidiane.

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