Minacce di morte ai colleghi Gianni e Federico Festa. La solidarietà di Retesei

“ Ti ammazziamo”. La frase vigliacca, recapitata in busta anonima ai colleghi Gianni Festa, direttore de Il Quotidiano del Sud, e a Federico Festa di Otto Pagine, ancora una volta pone l’accento sulla libertà di informazione che viene sempre più messa a rischio, in special modo, nelle piccole realtà. Sulla vicenda sta indagando la Digos,della questura di Avellino mentre la redazione di Retesei esprime la massima solidarietà ai due giornalisti che, certamente, non si faranno intimidire e continueranno a fare il proprio mestiere, con la schiena dritta. Le minacce di morte sono solo uno degli aspetti, probabilmente, quello più inquietante per chi si sforza di continuare a raccogliere notizie e a fare analisi. I camorristi fanno così, minacciano di morte e, purtroppo, non di rado mettono in atto , i loro propositi. Ma chi fa informazione e lo fa seriamente, lo sa che ogni giorno deve subire mille pressioni ed anche minacce da chi, invece, dovrebbe essere dalla parte della legalità. Basta un articolo dove si denuncia un problema per la collettività per entrare nel mirino di queste persone che, a volte, rappresentano anche le istituzioni. Così, si cerca, innanzitutto,di delegittimare chi fa il proprio dovere. Dalla delegittimazione si passa alle minacce più o meno velate. Lo scopo è uno solo ed è sempre lo stesso, quello di avere un’informazione piegata ai propri voleri. Le minacce di morte dalla camorra e dalla malavita in genere, te le aspetti. Ma è davvero inquietante, quando le minacce arrivano in qualche caso da chi dovrebbe essere il primo a difendere la libera informazione.

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