Molti sindaci dovrebbero seguire l’esempio del primo cittadino di Roccabascerana.

Da quando è stato eletto sindaco, ossia, dal giugno 2016 non ha mai intascato un euro della sua indennità. Vi ha rinunciato, completamente, tanto che quei soldi, parliamo di ottocento euro al mese, vengono utilizzati per altre voci del bilancio comunale., sopratutto per la spesa corrente. In questi giorni in cui si parla tanto di indennità e di rinunce, vale la pena evidenziare un esempio silenzioso, come quello del sindaco di Roccabascerana Roberto Del Grosso. Il primo cittadino fa parte di quell’esercito di amministratori locali che si sacrificano per il bene della comunità. Oltre all’indennità, ad esempio, riduce al massimo i giorni in cui non si reca al lavoro per impegni istituzionali. Anche in questo caso, infatti, il comune dovrebbe pagare all’ente per cui lavora e che gli versa lo stipendio,ossia, Poste Italiane, le giornate di assenza , con tanto di oneri sociali. A conti fatti, Del Grosso potrebbe non andare in ufficio per tre giorni la settimana, ma, al massimo, quei tre giorni riguardano l’intero mese. Oltre all’indennità, a cui hanno rinunciato anche i suoi assessori, il primo cittadino di Roccabascerana ha già stabilito che farà a meno di quella sorta di trattamento di fine rapporto a cui i sindaci hanno diritto. Per ogni anno in fascia tricolore, infatti, i primi cittadini, al termine del mandato o dopo una sua interruzione, hanno diritto all’equivalente dello stipendio di un mese. Anche quei soldi fanno già parte delle voci di bilancio del comune di Roccabascerana. Insomma, l’impegno politico ed amministrativo di Del Grosso, si traduce in un vero e proprio volontariato di servizio. Da sottolineare, infine, che, oltre al tempo per amministrare, che viene sottratto al tempo libero, i sindaci, come Del Grosso, si assumono delle responsabilità di non poco conto. Responsabilità di cui sono chiamati a rispondere in prima persona. Tutto questo in cambio di neanche un euro. Quando si parla dei privilegi della politica si farebbe bene a puntare i riflettori sulle piccole comunità, dove chi si impegna, davvero lo fa senza alcun tornaconto personale,anzi, rimettendoci di tasca propria.

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