Montecalvo Irpino saluta Suor Nunziatina Tripi, di Mons.Pasquale Maria Mainolfi.

Un fascio di motivazioni ci ha radunato intorno all’altare il 12 settembre scorso: il Vangelo delle Beatitudini, la Memoria Liturgica del Santissimo Nome di Maria, il saluto grato e commosso alla Superiora Suor Nunziatina Tripi. Prima le Beatitudini o Discorso della Montagna secondo Matteo (Mt 5), o della Pianura secondo Luca (Lc 6) perché Gesù “scese dalla montagna”, viene definito da Sant’Agostino «Cartha Magna» del cristiano. Manifesto programmatico dell’agire morale. Il ritratto di Gesù, la sua forma di vita. La via della vera felicità che anche noi possiamo percorrere con la Grazia che Gesù ci dona. Grazia divina per le comunità cristiane. Progetto di vita per ogni cristiano chiamato ad un cammino di conformazione a Cristo. Una montagna “dalle 8 balze” da scalare ogni giorno. Nei Vangeli abbiamo 2 redazioni: Mt 5 e Lc 6. In Mt 5, vi sono 8 Beatitudini: Beati i Poveri in spirito, Beati gli Afflitti, Beati i Miti, Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, Beati i Misericordiosi, Beati i Puri di cuore, Beati gli Operatori di Pace, Beati i Perseguitati per causa della giustizia,Beati voi quando vi insulteranno… In Lc 6, vi sono 4 Beatitudini e 4 Maledizioni: Beati: i poveri, gli affamati, quelli che piangono, gli odiati a causa del Figlio dell’uomo; Guai: ai ricchi, ai sazi, a quelli che ridono, quando tutti diranno bene di voi. In Luca il sermone è più greve e più radicale. Il vero povero evangelico è il “cliente” di Dio, che ha scommesso tutto su Dio, nella fede. Gli anawim Jahvè sono le persone curve, piegate, umiliate, oppresse, svuotate di tutto ma che Dio riempie dei suoi beni. Dio respinge i superbi ma fa grazia agli umili. Dinanzi a Gesù non ci sono ricchi, ma solo poveri e malati. Il brano evangelico comincia così: «Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva…». Contempliamo gli Occhi belli, puri, misericordiosi del Maestro… Poi il Santissimo Nome di Maria. Nel 1513 Papa Giulio II concesse alla diocesi di Cuenca in Spagna il permesso di celebrare la festa del Santo Nome di Maria. Soppressa da Papa Pio V, fu poi ripristinata da Papa Sisto V. Nel 1671 Papa Clemente XI la estese a tutta la Spagna e al Regno di Napoli e a Milano. Il 12 settembre 1683, l’Imperatore Leopoldo d’Austria e il sovrano polacco Giovanni III Sobieski sconfissero i Turchi che assediavano Vienna e minacciavano l’Europa cristiana. Papa Innocenzo XI, volendo esprimere la gratitudine dei cristiani alla Vergine, estese la festa alla Chiesa universale e San Pio X la fissò definitivamente al 12 settembre. Sono state proposte ben 100 etimologie del Nome di Maria, figlia di Gioacchino ed Anna. In latino Măriam, che i primi cristiani trassero dal greco Mariàm, riproduzione dell’ebraico Miryām, nome di origine egizia derivato dal verbo Mrj (amare), o dalla radice ebraica Mrr (amaro), oppure da due termini ebraici: M-or (luce) e Yam (mare), da cui Stella del Mare. Il Nome di Maria contiene per noi ricchezze spirituali, come quello di Gesù, se lo abbiamo sempre sulle labbra e nel cuore. Dopo quello di Gesù non vi è nome più dolce, più potente, più consolante di quello di Maria, nome dinanzi al quale si inchinano riverenti gli Angeli, si allieta la Terra, trema l’Inferno. Riprende il saluto dell’Angelo: Chaire Maria (ΧΕ, ΜΑΡΙA), come si può leggere anche dai graffiti di Nazaret scoperti durante gli scavi del 1955-1966. Un nome Santo perché designa la Donna «Ricolmata di Grazia» kecharitōménē (κεχαριτωμένη) (Lc 1), per concepire e dare alla luce Gesù, Figlio di Dio. Un Nome materno perché al Calvario Gesù morente ci ha lasciato per Madre la sua stessa Madre, per cui i fedeli sperimentano la «dolcezza del suo Nome». Un Nome provvido, perché il popolo cristiano «la invoca come Madre, guarda a Lei come fulgida stella nei pericoli e ricorre a Lei come sicuro rifugio». San Bernardo, abate di Chiaravalle, La invoca così: «Chiunque tu sia che nel flusso e riflusso del secolo abbia impressione di camminare meno su terra ferma che in mezzo alla tempesta turbinante, non distogliere gli occhi dall’astro splendido, se non vuoi essere inghiottito dall’uragano. Se si desta la burrasca delle tentazioni, se si drizzano gli scogli delle tribolazioni, guarda la stella e invoca Maria. Se sei in balìa dei flutti della superbia o dell’ambizione, della calunnia o della gelosia, guarda la stella e invoca Maria. Se collera, avarizia, attrattive della carne, scuotono la nave dell’anima, volgi gli occhi a Maria. Turbato per l’enormità del delitto, vergognoso di te stesso, tremante all’avvicinarsi del terribile giudizio, senti aprirsi sotto i tuoi passi il gorgo della tristezza o l’abisso della disperazione, pensa a Maria. Nei pericoli, nell’angoscia, nel dubbio, pensa a Maria, invoca Maria. Sia sempre Maria sulle tue labbra, sia sempre nel tuo cuore e vedi di imitarla per assicurarti il suo aiuto. Seguendola non devierai, pregandola non dispererai, pensando a lei tu non potrai smarrirti. Sostenuto da lei non cadrai, protetto da lei non avrai paura, guidato da lei non sentirai stanchezza: chi da lei è aiutato arriva sicuro alla meta. Sperimenta così in te stesso il bene stabilito in questa parola: il Nome della Vergine era Maria». Liturgia, arte, musica, devozione popolare e santuari mariani, cantano in ogni angolo del mondo la “potenza terribile” del Nome di Maria (Thomas Merton), così come ha fatto Suor Nunziatina con l’esempio della sua esistenza tutta consacrata alla vita religiosa, al servizio di Gesù e di Maria. Suor Nunziatina Tripi è nata a Leonforte, in provincia di Enna il 30 settembre 1943 da Nunzia Castrogiovanni e Raffaele Tripi e battezzata il 10 ottobre 1943 col nome di Francesca. Attratta sin da piccola verso la preghiera e spinta da particolare affetto verso le Suore della Sacra Famiglia, presenti nel suo paese, all’età di quattordici anni decide di partire per Spoleto ed entrare nella grande famiglia delle Suore, per imparare ad amare e conoscere meglio Colui al quale voleva consacrare tutta la sua vita. Dopo anni belli di formazione e di vita, il 19 marzo 1961, ha fatto la vestizione, prendendo il nome di Nunziatina. Sono seguiti anni di studio e preghiera intensa dove ha conosciuto meglio il carisma delle Suore della Sacra Famiglia e il Beato Fondatore don Pietro Bonilli. Terminato l’anno di preparazione, ecco finalmente il primo Sì al Signore con la prima professione. Dopo un cammino di cinque anni, finalmente il momento tanto atteso, il Sì per tutta la vita, vissuto con profonda emozione e felicità. Le prove in questi 56 anni non sono mancate, cosi pure le sofferenze, ma sono state sempre superate con la grazia di Dio e con spirito di sacrificio. Il 23 settembre 2012, con la gioia nel cuore, Suor Nunziatina canta l’inno di ringraziamento per i 50 anni di fedeltà e per quanto lo Sposo divino ha fatto in lei. In questi 56 anni Suor Nunziatina ha lavorato in diverse mansioni come il servizio tra le orfane, giovani in difficoltà, persone sempre bisognose di amore, affetto e comprensione. Per circa trent’anni ha svolto il servizio a favore dei più piccoli, nella scuola materna. Con loro ha gioito e cercato di avere un rapporto di amicizia e di affetto profondo, donando loro principi sani e valori per un futuro migliore. Infine la penultima tappa è stato il servizio alle persone diversamente abili. E stata una missione difficile dal punto di vista fisico, ma non dal punto di vista umano. Ogni giorno ha vissuto in prima persona ciò che il Padre Fondatore diceva di queste persone: “sono la pupilla dei miei occhi”. E infine la Provvidenza di Dio l’ha voluta a Montecalvo Irpino, dove ha svolto la sua missione nella pastorale parrocchiale soprattutto nel campo dei corsi di preparazione al battesimo e al matrimonio, dedicando tanto tempo al servizio dell’ascolto di coloro che bussano alla porta della comunità. La celebrazione del 12 settembre è stata un grande ringraziamento al Signore per ciò che ha operato in lei, ma ha significato anche un ringraziamento corale per tutto ciò che Suor Nunziatina ha dato al mondo, alla Chiesa e alla Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto, e infine a Montecalvo Irpino. In fondo ogni consacrata al servizio del Regno è nella Chiesa una piccola Maria “Vergine e Madre” che, nella scelta verginale, offre un cuore di Madre accogliente, attenta e premurosa a tutti i figli di Dio, pellegrini verso la Patria. Mi piace concludere con le parole del poeta Giovanni Bertacchi: «Il carro oltre passò d’erbe ripieno, e ancor ne odora la silvestre via. Anima, sappi far come quel fieno; lascia buone memorie, anima mia». Come un carro di fieno, passando, lascia dietro di sé un soave profumo, così Suor Nunziatina, partendo da Montecalvo, lascia, in questa Terra Irpina, il buon ricordo di sé e delle sue azioni, la “memoria indimenticabile” del suo garbo e della sua gentilezza, del suo equilibrio e della sua saggezza, della sua fede e del suo zelo pastorale, della sua bontà e squisita umanità, del suo sorriso e della sua spirituale maternità. Non la dimenticheremo! L’accompagneremo sempre con le nostre preghiere. Ed ora, dopo i lunghi anni di servizio attivo nella Chiesa, in mezzo a tante comunità, il viaggio continua, usando le 5 marce ideali nel cammino della vita: marcia:Ottimismo e Gioia, Provvidenza e Gioia, Speranza e Gioia, Teologia dell’Umorismo, Gioia nella Grazia di Dio. «Solo così, o Signore – Suor Nunziatina – canterà la tua lode nell’assemblea dei fedeli e la sua vita sarà come un’arpa che fa risuonare all’intorno la Letizia e la Gioia!» (cfr Sal 71).

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