Montesarchio: i lavoratori di Moccia difendono il sindaco Damiano dagli attacchi della Fillea Cgil

“ Noi operai diciamo a questa organizzazione che non è stata mai presente in questi lunghi giorni di lotta,m davanti ai cancelli della fabbrica, ma solo ai tavoli istituzionali, di non alzare i toni e di non accusare persone, come il sindaco di Montesarchio, che si stanno battendo insieme a noi per la riapertura dello stabilimento”, E’ questa la risposta dei lavoratori della Moccia di Montesarchio, rispetto ad un attacco di cui è stato destinatario da parte della Fillea Cgil, Franco Damiano, primo cittadino del centro caudino. In buona sostanza, la categoria edile della camera del lavoro, accusa il sindaco di Montesarchio, di aver posto degli ostacoli al mantenimento da parte di Moccia della propria attività a Montesarchio. Accusa respinta dagli operai che ricordano come la cava di proprietà comunale sia l’unica che ha tutte le autorizzazioni, in regola, sul territorio della regione Campania. Non solo, la convenzione per lo sfruttamento della cava, è stata prolungata proprio dallo stesso primo cittadino Franco Damiano. Senza contare che sempre il sindaco sta cercando di portare la vicenda in regione per capire anche tutte le altre criticità di Moccia. M,a quello a cui tengono maggiormente, i lavoratori che restano in presidio permanente davanti lo stabilimento di via Benevento, è evitare che il fronte che vede insieme operai, cittadini, sindacato ed istituzioni locali si possa incrinare. Sarebbe un pessimo segnale nel momento in cui , l’azienda si è presa del tempo per valutare una proposta che è stata formulata in sede istituzionale, ossia, nell’ultimo incontro che si è svolto presso la prefettura di Benevento. All’ingegnere Moccia è stato chiesto di dare in gestione lo stabilimento ad una cooperativa di lavoratori. In questo modo, si potrebbe entrare nelle more del decreto Genova e lavorare per la ristrutturazione aziendale, anche grazie al Tfr che i lavoratori metterebbero a disposizione. Lo schema della cooperative e la cessione del ramo di azienda potrebbero essere gli unici modi per tenere aperti i cancelli, Le polemiche, quindi, per i lavoratori sono perfettamente inituli.

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