Montesarchio. Il segretario regionale della Filca Cisl Giovanni D’Ambrosio al presidio Moccia.

“ Un tavolo in regione Campania dove, finalmente, l’azienda chiarisca cosa vuole fare dello stabilimento di Montesarchio e come immagina il suo futuro industriale ”. Il segretario regionale della Filca Cisl Giovanni D’Ambrosio, nella tarda mattinata di oggi, si è recato davanti ai cancelli della Moccia, dove gli operai sono in presidio permanente da due settimane. I lavoratori, in tutto 36, sono stati licenziati in tronco, la proprietà si è rifiutata di intraprendere lo stato dismissione dello stabilimento, che, grazie al decreto Genova, avrebbe dato la possibilità agli operai di accedere alla cassa integrazione straordinaria per dodici mesi. “ E’ arrivato il momento, ci ha detto D’Ambrosio, che l’azienda spieghi, una volta per tutte, cose voglia fare di questo stabilimento che, per decenni, ha rappresentato la spinta propulsiva per il suo sviluppo. Il non voler accedere agli ammortizzatori sociali ci preoccupa, ha detto ancora il segretario, perchè può voler dire che il disegno è quello fare altro”. Quella di via Benevento, infatti, è una area davvero molto vasta e, si trova, lungo la strada statale Appia. Il sospetto è che la proprietà voglia intraprendere qualche nuova iniziativa e non sono escluse ipotesi di speculazione edilizia. Intanto, gli operai hanno impugnato i licenziamenti all’ufficio provinciale del lavoro di Benevento. A breve, si arriverà anche davanti ad un giudice del lavoro. Tutto questo succede mentre anche gli otto operai di uno stabilimento del casertano, collegato a quello di Montesarchio, sono stati licenziati. Con i dodici mesi di cassa integrazione straordinaria, i sindacati pensano di poter trovare un acquirente per continuare la produzione, visto che si tratta di uno stabilimento con una forza lavoro altamente qualificata. . Ma, a quanto pare, Moccia non vuole vendere ed al tavolo regionale dovrà chiarire questa posizione. Intanto, dalla fabbrica di via Benevento non può uscire nulla, Gli ex dipendenti sono in presidio permanente e non hanno intenzione di terminare questa lotta sacrosanta.

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