Montesarchio. Operai in presidio non fanno uscire camion dallo stabilimento Moccia.

Ieri mattina le prime lettere di licenziamento ed oggi, come se nulla fosse, l’azienda avrebbe voluto far uscire dieci camion di materiale per un investimento immobiliare che sta portando a termine a Benevento. Gli operai della Moccia di Montesarchio, in presidio permanente davanti ai cancelli della fabbrica,non lo hanno permesso.. Le forze dell’ordine sono state già avvisate dagli stessi operai che giudicano la vicenda come una sorta di provocazione. In accordo con i sindacati di categoria , quelli provinciali e con le istituzioni, i lavoratori sono pronti ad intraprendere forme di lotta ancora più marcate. Non è escluso uno sciopero generale, con il blocco della strada statale Appia. Di questo, si discuterà nel corso del consiglio comunale straordinario che è stato convocato per giovedì 18 ottobre, nel corso del quale sono chiamati a partecipare tutti i rappresentanti, non solo politici, ma della società civile di Montesarchio e della provincia. Oramai, però, sembra che non ci siano più margini di trattativa tra la proprietà e gli operai. L’azienda è in crisi ed ha deciso di chiudere licenziando tutta la forza lavoro. La crisi economica non viene contestata da chi presta servizio nello stabilimento anche da più di 25 anni. A Moccia, però, è stato chiesto solo di poter accedere alla cassa integrazione straordinaria per un periodo di dodici mesi. Così come prevede il decreto per Genova dello scorso 29 settembre. In questo lasso di tempo, gli operai avrebbero tentato di trovare un imprenditore che potesse rilevare l’azienda. E, per incentivare la sua eventuale attenzione ed i suoi investimenti, sono pronti ad investire i loro trattamenti di fine rapporto. Ma, a quanto pare, la proprietà di Moccia non è per nulla interessata a questa opportunità. Probabilmente, vuole mantenere il sito di via Benevento a Montesarchio per altri suoi obiettivi che non sono stati resi noti. Gli operai restano in presidio fisso, non faranno uscire nulla dallo stabilimento ma, intanto, sulla Valle Caudina si abbatte l’ennesimo colpo mortale su una delle pochissime attività produttive ancora in funzione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.