Montesarchio. Per la Moccia lo sabilimento è chiuso.

Ora c’è solo la rabbia, tanta rabbia. La rabbia di chi donato un pezzo di vita ad un’azienda ed ora si vede scaricato come se fosse una merce scaduta. La Moccia costruzioni srl boccia l’ipotesi di poter concedere 14 mesi di cassa integrazione ai 36 operai dello stabilimento di Montesarchio che ha licenziato in tronco nei primi giorni di ottobre. Lo ha ribadito il direttore dello stabilimento che ha incontrato l’assessore al lavoro della regione Campania Sonia Palmeri, in quello che doveva essere un estremo tentativo dimediazione. Ma, ancora una volta, l’azienda non ha voluto sentire ragioni. L’esperienza dello stabilimento di Montesarchio per Moccia è chiusa definitivamente. La proprietà ha altri piani, non si capisce quali, ma non ci sarà alcuna dilazione. Questa mattina,appena si è diffusa la notizia dell’ennesimo rifiuto, probabilmente,quello definitivo, da parte della proprietà di concedere la cassa integrazione, i lavoratori che sono in presidio davanti allo stabilimento di via Benevento da ben due mesi e mezzo, erano intenzionati a dare vita a clamorose azioni di protesta, come quella di bloccare la strada statale Appia. Poi, ancora una volta, i rappresentanti sindacali li hanno invitati a ragionare. Per il momento, quindi, la protesta è rientrata, anche se i lavoratori hanno capito che il niet dell’azienda è una pietra tombale. Si resta aggrappati ad un’unica speranza, ossia, quella di poter avere ingestione la cava di argilla, che, al momento, il comune di Montesarchio ha dato in concessione a Moccia a condizioni di estremo favore, proprio per garantire il lavoro agli operai. A questo punto,il sindaco Franco Damiano e la sua amministrazione potrebbero decidere di revocare l’affidamento all’azienda e concederlo agli operai. Gli stessi lavoratori, infatti, avevano già avanzato l’idea di prendere in fitto un ramo di azienda e gestirlo in cooperativa. Bisognerà trovare la giusta via, dal punto di vista legale, per evitare che Moccia possa rivalersi sul comune, ma a palazzo SanFrancesco, sin dal primo minuto sono stati vicino ai lavoratori e vogliono continuare su questa strada, anche per evitare una deriva pericolosa per 36 persone che sono state scaricate da ogni punto divista.

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