Montesarchio. Rapina in casa di anziani ottantenni, arrestato Paolo Spitaletta 49 enne di Tocco Caudio.

Rapina, omicidio preterentintenzionale e porto di pistola in luogo pubblico. Sono queste le gravi accuse a cui dovrà rispondere Paolo Spitaletta 49enne di Tocco Caudio. L’uomo è stato tratto in arresto questa mattina dai carabinieri della compagnia di Montesarchio e del nucleo investigativo del comando provinciale di Benevento, coordinati dalla locale procura della repubblica ed associato presso il carcere di Secondigliano. Con questo arresto, si inizia a fare un poco di chiarezza su una vicenda che ha scosso e non poco la comunità di Montesarchio. La sera dello scorso dieci aprile, due persone sono penetrate all’interno dell’abitazione degli anziani fratelli Parente,Angela di 85 anni e Giovannandrea di 83. Erano alla ricerca di poche centinaia di euro. Ma l’83enne aveva tentato di ribellarsi, ,uno dei rapinatori, però, gli aveva sferrato un pugno in pieno volto. Cadendo l’anziano aveva battuto il capo. Fu trasportato subito presso l’ospedale Rummo di Benevento, ma l’83enne dopo 15 giorni di agonia, il 25 aprile era spirato, senza mai riprendere conoscenza. Intanto, erano state avviate le indagini dei carabinieri ed erano state raccolte diverse testimonianze che avevano indotto a pensare che uno dei due rapinatori poteva essere il 26enne Valentino Improta di Montesarchio, già noto alle forze dell’ordine. Il giovane era stato iscritto nel registro degli indagati e questa misura aveva fatto si che venissero potenziate i mezzi tecnici a favore dell’indagine. Si era così scoperto, tramite i tabulati telefonici e poi con le intercettazione la fitta corrispondenza con il 49enne Paolo Spitaletta di Tocco Caudio. Ma mentre nella sfera dell’inchiesta entrava quest’altro elemento, c’è un nuovo macabro colpo di scena che scuote questa storia. La sera del due di maggio, Valentino Improta, si allontana da casa a bordo della fiat punto della mamma. La donna preoccupata, il giorno dopo, sporge denuncia. L’auto viene rinvenuta la mattina del quattro maggio, lungo i tornanti del Taburno, bruciata, con all’interno il corpo carbonizzato. Ora sono in corso i vari esami per dare un nome ed un volto a quel cadavere, ma gli inquirenti sono convinti che si possa trattare di Valentino Improta, tanto è vero che nessuna misura è stata emessa contro di lui. Il 26enne, prima di scomparire, aveva chiesto a Paolo Spitaletta denaro per poter sostenere le spese legali, conseguente all’avviso di garanzia ricevuto. Con l’arresto del 49enne di chiude una parte di questa storia, la seconda si chiuderà quando verrà identificato il corpo carbonizzato e si scopriranno gli autori di questo secondo delitto che sembra molto collegato al primo.

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