Montesarchio. Riunita Giunta Unione dei Comuni “Città Caudina”.

Un primo obiettivo è stato centrato. Agli inizi del prossimo mese di maggio, nei centri della Valle Caudina che fanno parte dell’Unione dei comuni, prenderà il via il servizio sperimentale di controllo del territorio da parte degli agenti di tutti i comandi di polizia municipale. L’accordo è stato licenziato nel corso della riunione di giunta della Città Caudina. Mancano ancora le firme di tre sindaci, Montesarchio, Airola e Arpaia, ma solo perché non hanno potuto prendere parte all’incontro. Una volta, siglato da tutti l’accordo arriverà nelle rispettive giunte comunali e vi dovrà essere solo una presa d’atto. Pasquale Pisano, sindaco di San Martino Valle Caudina e presidente di turno dell’Unione, è molto soddisfatto del risultato raggiunto. Del resto, sin da sul insediamento, nello scorso mese di gennaio, aveva ben chiarito che se non si fosse portato a casa qualche risultato , l’Unione dei comuni non avrebbe avuto più ragione di esistere. Così si è lavorato sul servizio associato di polizia municipale che potrebbe diventare anche un grande segnale per tutti i cittadini. Gli agenti che fanno i controlli insieme, infatti, saranno visibili da tutti. In attesa della ratifica definitiva, già si conosce come sia stato strutturato il servizio. Ci saranno controlli del territorio, comune per comune, una volta la settimana. Ai controlli prenderanno parte almeno un agente per ogni comune. Tenuto conto che paesi come Pannarano e Bonea non hanno disponibilità di personale, in campo ci dovrebbero essere almeno otto agenti. Con tale forza , si può partire una volta la settimana, ma nel breve periodo, si può arrivare anche a due comuni la settimana. Basterà solo dividere per due la squadra. Oltre ai controlli, importanti e necessari, questa sorta di comando unico potrà essere utilizzato, a secondo delle necessità e delle richieste dei singoli comuni. E’ la prima volta che in Valle Caudina succede un fatto del genere. Al di là delle manifestazioni, ora si parte con il primo servizio associato che sarà anche sussidiario e, all’insegna della solidarietà. In buona sostanza, i comuni più grandi daranno una grande mano ai quelli più piccoli che hanno seri problemi di carenza del personale. Con il tempo, infatti, se la prima sperimentazione dovesse avere successo, si passerà anche ad altri tipi di servizio, che saranno a costo zero per le amministrazioni. Si tratta di un modo per non appannare l’idea dell’Unione che aveva avuto un forte slancio negli scorsi anni, ma si era arenata quando si è trattato di parlare di mettere insieme i servizi. Ora, si riparte con un forte e nuovo slancio.

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