Montesarchio. Sale la tensione davanti ai cancelli della Moccia, l’azienda ha chiesto alla Polizia di far uscire i camion carichi di materiale.

Sale la tensione davanti allo stabilimento Moccia di Montesarchio. L’azienda, dopo due settimane di blocco totale, ha chiesto l’intervento della Digos della questura di Benevento, per consentire, ai camion già carichi di materiale di poter varcare i cancelli. Il blocco della merce è determinato dagli operai che sono in picchetto permanente davanti ai cancelli dell’azienda, dopo essere stati licenziati in tronco. 36 licenziamenti, avvenuti, secondo il management di Moccia, per una profonda crisi aziendale. Una crisi che non consente neanche ai accedere alla cassa integrazione straordinaria, favorita dal decreto Genova dello scorso 29 settembre. Secondo gli ex lavoratori, invece, quel periodo di dodici mesi, concesso dalla cassa integrazione, sarebbe stato fondamentale per trovare un altro imprenditore che volesse riprendere la produzione, rilevando lo stabilimento. Il risultato è un muro contro muro. Questa mattina, agli ex lavoratori, la Digos ha comunicato la richiesta dell’azienda. La risposta è stato un sonoro No. I camion non verranno fatti uscire dallo stabilimento. E, da qui a poco, davanti ai cancelli non si saranno solo gli ex operai. A Montesarchio, infatti, si è costituito un comitato per appoggiare la lotta di questi lavoratori. I componenti saranno presto in via Benevento, chiedendo il sostegno dell’intera cittadinanza. Insomma, la vertenza sembra inasprirsi sempre di più. Gli ex operai chiedono di conoscere i motivi per i quali la Moccia si è rifiutata di accedere alla cassa integrazione e vogliono capire quale sarà il futuro dell’immensa area dove per anni ha funzionato lo stabilimento.

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