Natale: Gesù Bambino “a pezzi” nella chiesa di don Vitaliano

Un Gesù Bambino “ridotto in briciole, ognuna delle quali porta un nome sconosciuto a tutti, meno che a Dio, che è quello di miliardi di essere umani a cui è stato sottratto il diritto al futuro”. E’ la statuina smembrata che don Vitaliano Della Sala, il sacerdote dai trascorsi zapatisti e no global, ha esposto sul pavimento, sotto l’altare, nella chiesa di Capocastello a Mercogliano (Avellino), che guida da otto anni. Gesù Bambino “a pezzi”, spiega don Vitaliano come “la guerra mondiale a pezzi”, denunciata da Papa Francesco, quelli dei diritti calpestati, dei bambini di Aleppo, come i “pezzi della nostra Europa nella quale si riaffacciano populismi e nazionalismi”. Il sacerdote che guida una delle più antiche chiese d’Irpinia, quella di Capocastello risale all’anno Mille, che in occasione del Natale dello scorso anno aveva collocato Gesù in un barcone con i migranti, chiarisce che la sua è una provocazione, ma nel segno della speranza: “Anche se a pezzi -spiega don Vitaliano- Gesù continua caparbiamente a nascere e testardamente si incarna nella storia reale: tocca a noi scorgere i tanti semi di speranza racchiusi nel Natale e cogliere l’opportunità di essere anche noi operai della ricostruzione: allora, la disperazione di tanti comincerà a trasformarsi in avvento di liberazione per tutti”.

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