Negato ai bimbi diversamente abili il trasporto scolastico.

Chi sa, forse nascere e vivere in uno dei paesi della Valle Caudina irpina o della Valle del Sabato, significa dovere scontare una pena che non finisce mai. Una condanna commutata solo per il semplice fatto di essere nato in uno di questi paesi. Condanna ancora più grave per chi è diversamente abile o che ha un proprio caro con questi problemi. Mentre dappertutto si cerca di venire incontro a queste problematiche, dalle nostre parti non si fa altro che piantare nuovi ostacoli.  Volete un esempio? Bene, la giunta regionale della Campania, proprio in queste ore, ha anticipato una somma di quasi cinque milioni di euro per assicurare il trasporto scolastico per i bimbi diversamente abili. Cosa buona e giusta che serve ad anticipare i tempi e a non privare questi bimbi neanche di un giorno di scuola. Ma, da queste parti, i bimbi diversamente abili sono figli di un dio minore, in tutti i sensi. La giunta, infatti, ha anticipato i soldi a piani sociali di zona e, purtroppo, il nostro, da ben tre anni, non è mai decollato. E’ un qualcosa che fa davvero molta rabbia perché tutti sanno che questi organismi sono stati creati proprio per lenire le sofferenze per le persone più svantaggiate. Ebbene non solo non vengono lenite ma non si fa altro che aumentarle in quanto non viene erogato alcun servizio. E questo vale per i minori a rischio, per gli anziani, per le persone incapienti, insomma, per tutti coloro che soffrono. Il piano, sociale di zona A04, dopo aver accorpato la città di Avellino, con altri 15 piccoli comuni come Rotondi, Cervinara, San Martino Valle Caudina e Roccabascerana, non ha mai funzionato, in quanto l’ufficio di piano, ossia, quello che materialmente dovrebbe erogare i servizi non è mai decollato. Martedì prossimo 28 di agosto tutti i sindaci, compreso il primo cittadino di Avellino Vincenzo Ciampi, sono stati convocati in regione dall’assessore ai servizi sociali Fortini. Si tenterà un’estrema mediazione per cercare di far partire i servizi. Ma, se neanche l’intervento della Fortini, dovesse servire, la regione deve commissariare il piano sociale di zona. Non è più tollerabile che non vengano spese le risorse stanziate per i più deboli. E’ una vergogna ed una profonda ingiustizia che deve essere sanata.

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