No all’aborto, si alla vita. Qualcuno pensi ai diritti dei nascituri. La nota di Franco Petraglia.

Sono un fervente cattolico, padre adottivo di due bimbe straniere, non avendo avuto il dono di essere genitore biologico a causa di tre aborti spontanei subiti da mia moglie nel corso della nostra unione coniugale. Chi più di me può comprendere l’importanza di un bambino e l’incommensurabile amore che ti lega ad un figlio ardentemente desiderato? Basti pensare al progetto di Dio, un vero dono concesso alla donna, la maternità:evento spettacolare della natura, di bellezza divina, di eccezionale suggestione e di grande poesia. Per questo ed altro apprezzo le parole di Papa Francesco pronunciate qualche giorno fa in Piazza San Pietro contro l’aborto:” Non si può, non è giusto uccidere un bambino nel grembo di una madre .Nessuno ha il diritto di sopprimere la vita innocente e inerme di un bimbo”.Anche se la maledetta legge 194 concede il diritto, la libertà di abortire, non dimentichiamoci che c’è un altro diritto, quello del bambino, che vede violato il suo sacrosanto diritto di venire alla luce. Vorrei ricordare che, scientificamente accertato, per molte donne l’aborto è spesso causa di depressione e gravi problemi psicologici. Vedo, dal mio modesto osservatorio, che il mondo si sta rendendo conto del crimine dell’aborto, e così aumentano i medici obiettori di coscienza, Mi auspico, ab imo pectore, che tutte le donne del Pianeta apprezzino il grande dono di Dio, il più grande miracolo della natura. Anche Aristotele diceva nel lontano IV secolo avanti Cristo che la cosa più”bella” a questo mondo è il “parto” della donna”.

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