Non è accettabile che gli ex dipendenti non siano ancora in pensione.

I deputati Angelo D’Agostino e Marco Di Lello hanno predisposto un’interpellanza urgente al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, affinché, in merito al prepensionamento degli operai della ex Isochimica, verifichi se ci sia rispondenza tra quanto stabilito dal comma 276, articolo 1, della legge di Stabilità e il conseguente decreto del Ministero del Lavoro, che avrebbe dovuto regolare il fondo e consentire il prepensionamento entro il 2018 a tutti gli ex dipendenti dello stabilimento di Pianodardine affetti da malattia conclamata e certificata.

Secondo i due parlamentari, infatti, il decreto interministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 giugno 2016, non consente l’accesso al Fondo per il prepensionamento a tutti i lavoratori che hanno contratto patologie legate all’inalazione di fibre di amianto, in evidente contrasto con quanto stabilito dall’art.1, comma 276, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. La volontà espressa dall’Esecutivo durante la fase di approvazione della Legge di Stabilità era, invece, proprio quella di assicurare il prepensionamento a tutti i lavoratori con patologie legate all’asbesto, in linea con lo spirito che ha animato i parlamentari promotori del cosiddetto “emendamento amianto”.

“Non è accettabile – scrivono D’Agostino e Di Lello in una nota – che i lavoratori della ex Isochimica, e tutti quelli che si sono ammalati a causa dell’amianto, non vengano ancora collocati in quiescenza, nonostante versino in gravi condizioni di salute dovute alle attività di scoibentazione che ne hanno segnato l’esistenza. Molti di loro sono morti in attesa di un diritto che purtroppo, per tante ragioni, non è mai stato loro riconosciuto.”

“L’emendamento approvato alla Legge di Stabilità del 2016 – aggiungono i parlamentari – era finalizzato a risolvere le carenze della normativa approvata l’anno precedente. Purtroppo, il decreto interministeriale che avrebbe dovuto istituire il fondo pare abbia vanificato lo sforzo fatto in sede parlamentare, provando solo a ripartire le risorse e, tra altro, non a tutti i lavoratori individuati dalla legge di stabilità. Chiediamo al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che durante un incontro con i lavoratori espresse l’intenzione di portare a soluzione il problema, di rilevare le incongruenze nel decreto ed eventualmente di promuovere una soluzione definitiva ad una questione ormai drammaticamente annosa”, chiudono Di Lello e D’Agostino.

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