Non dimenticate mai che solo i pesci morti nuotano con la corrente (Malcolm Muggeridge). La nota di Felice Ferraro.

E noi non dimentichiamo. Nel 2007, Cervinara fu scossa dall’allarme inquinamento del torrente Carmignani. Nell’attraversare la città, il corso d’acqua prendeva un colore grigio ed aveva un odore nauseabondo. Oggi la storia si ripete. Ma allora non c’era il Movimento 5 stelle; la cittadinanza era “in sonno”, e tutto questo faceva comodo a chi doveva gestire il territorio e “decidere” sul bene comune. E’ il caso di dire che da allora molta acqua è passata sotto i ponti. Nel 2007 non c’era il cittadino che partecipava, oggi c’è un movimento che ha liberato dal sonno il cittadino, che partecipa, ascolta, controlla, e questo incomincia a dare fastidio. Finchè i pesci erano morti, al politico di turno faceva comodo, oggi che i pesci si sono svegliati e lottano contro la corrente dell’incuria del territorio, questo da fastidio, e bisogna zittirli. In qualunque modo, anche con i mezzi di informazione. Non è questione di referente politico, come sembra emergere da alcune testate giornalistiche che, pur encomiabili nel loro sforzo di partecipare alla verifica dei problemi del territorio, purtroppo si lasciano andare a considerazioni personalistiche (eppure al futuro giornalista, al primo giorno di scuola gli insegnano a limitarsi a riportare i fatti perchè le considerazioni personali ne fanno un pessimo giornalista). Felice Ferraro è prima di tutto un cittadino che ha a cuore il bene del territorio in cui vive insieme alla famiglia. Poi è un attivista (non responsabile o referente) 5 stelle e poi viene la colorazione politica. Ma nel caso di specie, Felice Ferraro è uno di quei cittadini a cui il Movimento ha consentito di svegliarsi dal sonno profondo in cui vegetavano i cittadini, si è svegliato e vuole partecipare alla cosa pubblica, proprio perché il territorio è cosa pubblica, perché interessa ognuno di noi. Non è questione di battaglia politica, è una mera questione di tutela del territorio. Ed a Felice Ferraro interessa sapere, come a tanti cittadini che hanno imparato a restare svegli e ad andare contro corrente, se i trattamenti insetticidi che i castanicoltori hanno posto in essere sopra le zone Castello e Coppola di Cervinara per limitare i danni della mosca cinese stanno distruggendo il sottobosco e le falde acquifere. Ci si chiede se questo sia il prezzo da pagare per avere delle castagne (uccidere il territorio, il bosco ed i suoi animali, per avere castagne) oppure esistono metodi naturali ed alternativi come l’utilizzo della lotta biologica. Infatti, ad oggi, non esistono sistemi di lotta chimica o meccanica risolutivi, l’unica possibilità concreta di combattere questo insetto è applicare una strategia di controllo biologico, consistente nel lancio di un imenottero che è in grado di parassitizzare il cinipide. L’informazione, quella vera, è importante: le immissioni dell’imenottero nei castagneti emiliano-romagnoli hanno avuto successo, come dimostrano i controlli effettuati a un anno di distanza nei siti di lancio. L’amministrazione comunale è stata insensibile alle richieste dei cittadini, forse perché interessati ed affaccendati in altre e più interessanti dal punto di vista politico, ma meno per la salute della cittadinanza. Il problema dei campioni d’acqua, della loro consegna e della loro indagine non conta; conta l’esame da parte di organi ufficiali di questi campioni per verificare le cause dell’inquinamento del fiume e la soluzione del problema, non quale forza politica sia artefice di queste verifiche per utilizzarle allo scopo politico. Qui emerge la differenza: Felice Ferraro, cittadino ed attivista 5 stelle pone il problema, chiede il dialogo delle forze politiche del territorio, cerca di coinvolgere la cittadinanza per verificare un problema e risolverlo per il bene comune. Gli altri, quelli che tengono al bene della poltrona e non al bene dei cittadini montano la questione politica, distolgono l’attenzione del problema, spostano il bersaglio (che non è Felice Ferraro, ma l’inquinamento del territorio, non dimentichiamolo). Forse perché il torrente è davvero inquinato e Felice Ferraro fa bene a chiedere le verifiche ma questo danneggia i castanicoltori e l’indirizzo dei voti di questi?

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