Oltre un secolo di carcere ad affiliati del clan Belforte

Nella tarda serata di ieri il Gup presso il Tribunale di Napoli, dott.ssa Isabella Iaselli, ha in larga parte accolto le richieste formulate dalla Direzione Distrettuale Antimafia nell’ambito dell’inchiesta afferente alla frangia cosiddetta di Maddaloni legata, secondo l’accusa, al clan Belforte.
Le accuse erano quelle di associazione di stampo mafioso, associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti e numerosissimi delitti di estorsione.
La pena più alta, anni venti – pari al massimo irrogabile-, è stata inflitta a Lai Vittorio, anni venti.
Pene altrettanto elevate sono state inflitte a Lombardi Michele (anni diciassette e mesi quattro) e a Magliocca Pasquale (anni 16).
Ci sono state anche quattro assoluzioni, nonché vari imputati sono stati condannati a pene inferiori rispetto a quelle richieste dall’accusa.
La massima riduzione della pena rispetto alla condanna richiesta dal P.M. l’ha avuta l’irpino Ciardiello Giuseppe di anni 31 residente a Pietrastornina, difeso dall’avv. Dario Vannetiello del Foro di Napoli, il quale, a fronte di una istanza di condanna ad anni 18, si è visto condannare alla pena di anni 10 di reclusione, con conseguente affievolimento del consistente quadro probatorio a suo a carico.
Costui rispondeva, infatti, di associazione a delinquere di stampo mafioso e di otto estorsioni aggravate dal metodo mafioso.
La motivazione della sentenza è prevista entro sessanta giorni.

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