Omicidio di Nicola Annunziata: chiesti 16 anni per Giorgio Terraciano.

È iniziato stamane presso il Tribunale di Avellino, innanzi al Giudice dell’udienza preliminare dott. Landolfi, il processo che vede imputati Bruno Luigi e Terracciano Giorgio per l’omicidio di Nicola Annunziata, avvenuto il 29 aprile del 2015 in Mugnano del Cardinale (AV).

L’imputato Bruno, residente a S. Anastasia, imprenditore del settore caseario ed incensurato, assistito dagli avvocati Dario Vannetiello e Giuseppe Mosca ha deciso di essere giudicato con il rito ordinario.

Invece, l’imputato Terracciano Giorgio, che in uno all’avv. Giusida Sanseverino ha nominato in aggiunta l’avv. Dario Vannetiello, ha chiesto di definire la sua posizione con il giudizio abbreviato; stessa scelta vorrà essere seguita dai testimoni di tale delitto, Balbi e Gammone, divenuti imputati a seguito di false dichiarazioni al Pubblico ministero .

In aula era presente il Pubblico Ministero, dott. Del Bene, colui che ha anche seguito le indagini, il quale al termine della sua requisitoria ha formulato la richiesta di pena a carico di Terracciano: 16 anni, con il riconoscimento delle attenuanti generiche da valutare equivalenti alla recidiva contestata all’imputato.

Seppur erano previste le arringhe difensive, la sentenza è slittata all’ udienza del 22 giugno in quanto l’avv. Vannetiello doveva recarsi a Napoli per partecipare all’interrogatorio del calciatore Francesco Millesi, coinvolto nel recente scandalo delle partite di calcio combinate.

Come si ricorderà, l’omicidio di Nicola Annunziata è avvenuto il 29 aprile dello scorso anno in Mugnano del Cardinale, ove l’Annunziata risiedeva e luogo in cui si trovava al momento del delitto in compagnia di due persone, che avrebbero dovuto fungere da guardaspalle della vittima.

Secondo la Procura i due imputati Bruno e Terracciano si sarebbero presentati presso l’abitazione dell’Annunziata per definire una questione economica che vedeva l’Annunziata indebitato per svariate centinaia di migliaia di euro; la discussione sarebbe degenerata ed a quel punto il Bruno avrebbe estratto la pistola . 

Il movente non è chiaramente emerso, anche perché, secondo gli inquirenti, da sfondo a tale delitto ci sarebbe l’acquisto di una grossa partita di droga.

Fitte le indagini che hanno portato la Procura ad individuare numerosi elementi a carico che consentirono di chiedere la misura della custodia cautelare in carcere per entrambi gli allora indagati.

A parere del P.M., mentre a sparare sarebbe stato Bruno, Terracciano avrebbe rafforzato il piano criminoso con la sua presenza e, sempre secondo l’accusa, fornendo l’arma del delitto, essendo lui recidivo per delitti in materia di armi .

Le prove nei confronti degli accusati sono di non poco conto : dalle intercettazioni ambientali e telefoniche, al rilevamento del GPS che consentì di individuare l’auto utilizzata per l’omicidio, oltre alle centinaia di immagini catturate lungo il tragitto percorso da Bruno e Terracciano grazie ad una fitta rete di videocamere posizionate tra Santa Anastasia, luogo da dove partirono gli imputati, e Mugnano del Cardinale, luogo del delitto.

Si resta in attesa delle arringhe della difesa previste il giorno 22 giugno, giorno in cui è probabile anche la lettura della sentenza nei confronti del Terracciano.

Mentre per Bruno Luigi, soggetto senz’altro più gravato da indizi, inizierà un avvincente processo innanzi alla Corte di Assise di Avellino nella data che il giorno 22 giugno verrà indicata .

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