Ordine dei medici di Benevento chiede chiarezza su chiusura Pronto Soccorso S.Agata.

Con il DCA N. 8 del 01/02/2018 il Presidio Ospedaliero di Sant’Agata de’ Goti è stato riconvertito da Ospedale per acuti ad Ospedale per la post-acuzie; ad esso, infatti, vengono assegnati, oltre al Polo Oncologico, posti letto per la lungodegenza e la riabilitazione e viene individuato come sede di un PPI. Quindi, per decreto il Pronto Soccorso viene sostituito da un Punto di Primo Intervento.
È necessario, prosegue Ianniello, che il management dell’Azienda S. Pio chiarisca quali sono le funzioni del PPI del S. Alfonso. L’unica definizione normativa di PPI è quella prevista nell’ “Atto di intesa tra Stato e regioni di approvazione delle linee guida sul sistema di emergenza sanitaria” del 1996, in cui viene esplicitato che:” Presso i punti di primo intervento è possibile effettuare il primo intervento medico in caso di problemi minori, stabilizzare il paziente in fase critica e/o attivarne il trasporto presso l’ospedale”. Il Direttore Renato Pizzuti ha garantito alla cittadinanza livelli assistenziali adeguati anche per i pazienti che si recheranno con mezzi propri presso il nosocomio di Sant’Agata “ tenuto conto che il Punto di Primo Intervento ha sede in un ospedale fornito di tutte le specialità di base necessarie alla gestione delle principali condizioni cliniche”.
Queste dichiarazioni possono creare, a mio avviso, confusione nei cittadini, perché sembra intendersi che il Pronto Soccorso sia strutturalmente chiuso ma funzionalmente attivo, in quanto presso il Presidio S. Alfonso Maria de’ Liguori operano strutture e competenze proprie di un Pronto Soccorso Attivo, e, come ha dichiarato il Dr. De Blasio (ndr: Direttore della UOC di Anestesia e Rianimazione della AO P. Pio) il presidio “ continua a offrire, ai pazienti meno critici una risposta soddisfacente in virtù anche della presenza nella struttura di rianimatori che possono gestire i pazienti che evolvono verso condizioni di maggiore gravità”. Ritengo – prosegue Ianniello – che in questa fase, definita “sperimentale” da Pizzuti, i Cittadini debbano avere piena conoscenza delle prestazioni che possono essere erogate in urgenza/emergenza presso il Presidio S. Alfonso Maria de’ Liguori.
La necessità di fare chiarezza è di fondamentale importanza per i pazienti che afferiscono autonomamente presso il presidio, per evitare ritardi assistenziali che potrebbero pregiudicare l’esito degli interventi sanitari. Quale organo sussidiario dello Stato, l’Ordine dei Medici aderisce con entusiasmo all’invito del dr. Renato Pizzuti e si propone come sede per un proficuo dialogo e confronto istituzionale con quanti hanno interesse a difendere la Salute dei cittadini nella nostra provincia.

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