Ospedali Riuniti, Mortaruolo e l’operazione verità.

“La vicenda dell’accorpamento degli Ospedali di Benevento e Sant’Agata dei Goti continua ad essere oggetto di interventi di diversi rappresentanti politici del territorio sannita dai quali emerge una netta e pregiudiziale ostilità al processo di unione messo in essere dai Decreti Commissariali 54/17 e 8/2018, alla cui base, mi auguro, vi sia solo l’ignoranza delle normative che governano i processi sanitari e dei bisogni assistenziali del sistema sanitario regionale”. Così il Consigliere regionale e Vicepresidente della Commissione Agricoltura della Campania, on.le Erasmo Mortaruolo. “È bene ricordare – fa notare il vicepresidente Mortaruolo – che con il Decreto Ministeriale n. 70/2015 la sanità ospedaliera italiana si è dotata di nuovi e più stringenti standard assistenziali – organizzativi, tra i quali i più rilevanti, ai fini dell’efficientamento, sono rappresentati dall’individuazione dei bacini di utenza per i presidi sede di DEA, come il Rummo, di 1 ogni 700mila abitanti e dalla produttività che ogni singolo presidio ospedaliero è capace di realizzare. Al contempo mi preme precisare che la Sanità della Campania è gestita, in virtù del Piano di rientro dal debito, attraverso un percorso di affiancamento che individua nel Ministero dell’Economia e nel Ministero della Salute i decisori finali dei processi riorganizzativi e di razionalizzazione della spesa. Il Commissario ad Acta, nonostante sia il Presidente della Giunta Regionale, ha solo poteri di proposta e non quelli di decisione agendo per Decreti commissariali che hanno bisogno di approvazione e verifica dei due Ministeri”. Mortaruolo rileva che “nelle verifiche, a cui è stata sottoposta la Regione Campania, tra il 2016 ed il 2017, i due Ministeri competenti hanno valutato la condizione e la produttività di tutte le Aziende sanitarie della Campania e le proposte del Commissario regionale applicative del D.M. 70/15. In particolare, per quanto ci riguarda, accettando la proposta del Presidente De Luca, nella qualità di Commissario, i Ministeri hanno confermato il DEA di II livello presso il Rummo, nonostante nel bacino di utenza minimo insistesse anche il DEA di II livello di Avellino (in quanto il Rummo è l’unica Azienda ospedaliera campana non in piano di efficientamento, cioè negli standard di Legge) e convenuto che la soppressione del Presidio ospedaliero di Sant’Agata dei Goti (il cui bilancio evidenziava una perdita annua di 4 milioni di euro) poteva essere evitata attraverso la creazione di una nuova Azienda Ospedaliera che vedesse, in una parte del Presidio di Sant’Agata dei Goti, la nascita di un Polo oncologico di rilievo regionale il quale, elevando qualità e produttività, desse risposte importanti alla domanda di cure oncologiche del Sannio e di altri territori regionali”. “Questo è il quadro normativo nazionale e regionale in cui questa vicenda si snoda – scandisce lapidario Mortaruolo – ed è in questa ottica che il dibattito politico ed istituzionale deve raccogliersi, se vuole porsi a reale difesa degli interesse dei cittadini. Altrimenti resta solo sterile confronto tra posizioni preconcette, utili, tutt’al più, a marcare strumentali distinguo. La mia posizione, come Consigliere regionale, così come quella del Partito Democratico è che ci troviamo di fronte ad una sfida proiettata verso un vero salto di qualità del sistema, certamente non semplice, che dev’essere seguito e monitorato attentamente fuori e dentro le Istituzioni. Le classi dirigenti di questa provincia, di maggioranza o di opposizione, ciascuna per la propria parte, dovrebbero avere un atteggiamento positivo, invece di richiamare demagogicamente gli istinti più viscerali dei cittadini, mettendo i territori l’uno contro l’altro e gli operatori sanitari in difficoltà per l’incertezza che queste polemiche determinano in loro. Contrapporre l’Azienda Rummo al Presidio Ospedaliero di Sant’Agata de’ Goti, è un’operazione miope e campanilistica della peggior specie che sfilaccia la coesione civile e sociale condannando, semmai, il Sannio a ulteriori isolamenti ed impoverimenti. Noi riteniamo, invece, che fare squadra mettendo insieme comunità e cittadini in difesa del nostro territorio, spiegando bene qual è la posta in gioco sia ai cittadini che agli operatori sanitari, monitorando e seguendo senza sconti verso alcuno il percorso istituzionale a sostegno di questo processo, sia un’occasione formidabile per scrivere pagine di miglioramento e di crescita del sistema delle garanzie sociali”.

“Affermare, come fa la deputata 5 Stelle Ianaro – conclude Mortaruolo – che bisogna impedire la creazione dell’Azienda San Pio separando il Rummo dal Sant’Alfonso di Sant’Agata, senza peraltro neppure individuare una modalità di sopravvivenza di quest’ultimo Presidio rispetto alla normativa che ne impone la riconversione (o per meglio dire chiusura), è espressione o di assoluta ignoranza di cosa implichi il governo del sistema sanitario o di una reale strategia che mira alla destrutturazione del sistema. Il risultato finale sarebbe, infatti, l’indebolimento delle ragioni della esistenza del DEA presso il Rummo e la perdita di un presidio assistenziale in una zona vasta della nostra realtà provinciale”.

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