Pannello Illustrativo del Ponte “Carlo III” opera dell’Acquedotto Carolino – Patrimonio Unesco – dal 1997

Sabato 28 maggio 2016, Moiano si appresta a vivere una giornata importante e significativa ricca di contenuti e di valori condivisi perché protagonisti saranno la storia, l’arte, la politica illuminata, le risorse del territorio, patrimonio lasciato da coloro che hanno abitato in terra sannita nei secolo passati. E’ prevista infatti in località Castellone alle ore 09,30, la cerimonia d’inaugurazione della posa del Pannello Illustrativo del Ponte “Carlo III” opera dell’Acquedotto Carolino – Patrimonio Unesco – dal 1997. Un’iniziativa fortemente voluta dagli organizzatori di “Moiano Città dei Bambini” (consolidata manifestazione moianese che raggruppa sotto il suo simbolo il Comitato Cittadinanza Attiva, l’Associazione Millennium, il Centro Sociale Anziani polivalente 2 ed un gruppo di famiglie) finalizzata all’acquisto di un bene comune per Moiano grazie ai fondi raccolti durante il Mercatino di Natale 2015 organizzato dalle medesime associazioni.
“Si andrà indietro nel tempo, Annamaria Maiello di Cittadinanza Attiva, fino al XVIII secolo quando nel Mezzogiorno d’Italia (1734) salì al trono del Regno di Napoli Carlo III di Borbone. Sarebbe troppo lungo elencare le opere che furono realizzate o avviate dal giovane Re durante gli anni del suo Regno, è sufficiente ricordare che Napoli divenne una delle grandi capitali europee e durante l’EXPO di Parigi del 1856, sotto il successore Ferdinando II, si classificò terza potenza industriale tra le capitali degli stati europei. Quest’anno ricorrono trecento anni della nascita di Carlo III (1716/2016) e la frase che campeggia sulla Reggia di Caserta è emblematica di tutta l’opera di questo grande uomo politico: “Carlo III costruttore di Regni, Città e Palazzi”. E’ importantissimo oggi tener viva la memoria storica di ciò che hanno realizzato coloro che ci hanno preceduto, perché da essi dobbiamo imparare a costruire “Regni , Città e Palazzi” dei nostri giorni.”
“Non si conserva ciò che non si conosce”, è stato il “leitmotiv” dell’iniziativa, Graziella Massaro rappresentante delle famiglie, ed è proprio il Ponte Carlo III costruito dal Vanvitelli che si vuole far conoscere e conservare. Esso è posizionato in località Castellone a Moiano, è parte dell’Acquedotto Carolino a sua volta costruito, oltre che per alimentare la cascata della Reggia di Caserta, anche per garantire il funzionamento del setificio di San Leucio, cittadella industriale del tempo. La costruzione dell’imponente progetto idrico, pur faticosa e rischiosa, portò benessere nelle nostre zone grazie all’occupazione di tantissime maestranze artigianali della pietra, in primis. La realizzazione grafica del Pannello è stata affidata ad un concorso proposto agli alunni dell’I.C. “F. De Sanctis” di Moiano con il supporto dell’artista Mario Ciaramella. Soprattutto ai ragazzi si è inteso far conoscere il patrimonio del loro paese per renderli consapevoli delle straordinarie ricchezze che possiedono.”
L’iniziativa, Pasquale De Rosa di “Millennium”, per il suo contenuto è stata condivisa dalla delegazione FAI e dal “Club per l’UNESCO” di Benevento e per l’installazione del Pannello sono state acquisite tutte le autorizzazioni previste, compresa quella della Soprintendenza di Caserta. E’ stato davvero un impegno collegiale che ha visto la disponibilità a dare il proprio apporto di tante figure (tecnici, impiegati, amministratori insegnanti, ragazzi) riuscendo a realizzare il progetto proposto da “Moiano Città dei Bambini”.
“Quella di sabato 28, Angela Amoriello del Centro Sociale Anziani Polivalente 2, vuole essere per gli organizzatori una festa al monumento “PONTE CARLO III”. Ormai divenuto “Bene dell’Umanità”, esso appartiene ai moianesi e per metà ai buccianesi, ma anche agli airolani e a qualsiasi persona abitante del pianeta. Ecco perché la cerimonia si svolgerà alla presenza di tante figure istituzionali, i Sindaci, in particolare, il cui territorio è attraversato dal percorso dell’acquedotto, per dare la massima rilevanza e visibilità ad un’opera che nel suo complesso, merita la definizione di “Grande Infrastruttura” del ‘700.

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