Parco Regionale del Partenio: partono i primi servizi.

Qualcosa di importante si muove per il Parco Regionale del Partenio. Dopo otto anni di congelamento, un lunghissimo periodo in cui il Parco era vivo solo sulla carta, con tutte le limitazioni del caso, si mettono in moto degli importanti servizi. Il nuovo presidente dell’ente Francesco Iovino, che si è insediato solo alle fine del mese di giugno, si è attivato per una ripartenza rapida ed efficace. Così, ha scritto a tutti i comuni del Parco, che ricordiamo si snoda su ben quattro province, Avellino, Benevento, Caserta ed anche Napoli, per chiedere di approvare una convenzione per attivare l’ufficio di valutazione di incidenza ambientale. Si tratta di un servizio fondamentale per tutti quei comuni che hanno zone denominate Sic, acronimo che sta per siti di interesse comunitario. In buona sostanza, qualsiasi attività antropica che venga svolta nell’aree Sic, deve essere valutata dal punto di vista ambientale, paesaggistico, ma anche per l’impatto che potrebbe avere sulla fauna. Una serie di adempimenti che serve a salvaguardare l’humus del territorio protetto, Senza la valutazione di incidenza ambientale qualsiasi tipo di attività è ferma, bloccata. Sino ad oggi, i comuni del Partenio, soprattutto centri come Cervinara e San Martino che hanno gran parte del loro territorio nel perimetro del Parco, per le necessarie autorizzazioni si rivolgevano direttamente alla regione Campania. Purtroppo, però, negli ultimi quattro anni, l’apposita commissione si è riunita, in tutto otto volte. Questo vuol dire, praticamente, paralizzare qualsiasi tipo di attività debba essere svolta, da una determinata altitudine in poi. Badate bene, non solo attività che si svolgono in montagna che sono importanti, basti pensare ai tagli boschivi, ma anche quelle all’interno dei paesi. Proprio San Martino Valle Caudina, ad esempio, ha il centro storico nel territorio del parco, quindi, qualsiasi intervento, anche il più semplice ha bisogno del via libera per la valutazione di incidenza ambientale. E, non si possono attendere i tempi biblici delle riunioni in regione. Così, il presidente Iovino ha proposto questa convenzione ai comuni, con una apposita commissione che dovrebbe essere molto più celere e, certamente, più vicina alle esigenze del territorio. Intanto, si attende che vengano completati gli organi per la il governo dell’ente. Oltre, al presidente, indicato dalla regione Campania, lo statuto prevede l’insediamento della comunità del Parco, formata dai sindaci o loro delegati, e del consiglio di amministrazione. Quest’ultimo è formato, oltre al presidente, da quattro persone: due politici e due rappresentanti delle associazioni agricole ed ecologiste

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