Parte la protesta dei 900 lavoratori Co.Co.Co.. Riceviamo e Pubblichiamo

Gentilissimo Direttore, sono Angelo Latte lavoratore della scuola pubblica dal lontano 1995, prima come LSU e successivamente al D.M. 66/2001 come co.co.co., con mansioni riconducibili a quelle di Assistente Amministrativo. Scrivo per informarLa, riscontrata la Sua disponibilità, che in Italia siamo circa 900 lavoratori con questo tipo di contratto di cui 200 circa in Campania e precisamente solo 2 in provincia di Avellino e 3 in provincia di Benevento. Siamo in attesa di stabilizzazione dal 1995, i vari Governi che si sono succeduti, da quella data ci hanno solo sfruttati e malpagati, trattandoci come lavoratori autonomi ma facendoci svolgere nei fatti, compiti da lavoratori dipendenti. Non abbiamo diritto a: ferie ma a “riposo psicofisico”, tredicesima mensilità, permessi retribuiti, permessi per motivi famigliari o per L.104, lavoro, straordinario, partecipazione a progetti, indennità di fine rapporto ed i pagamenti stipendiali, erogati, sempre in ritardo, ma soprattutto “esclusi” da ogni forma di procedura concorsuale riguardante il personale ATA della scuola, perché il ns. servizio non ci viene riconosciuto. Dal punto di vista pensionistico, siamo gravemente penalizzati in considerazione del fatto, che non ci viene garantito il minimo contributivo utile, ai fini previdenziali, ne consegue che non tutti i 12 mesi sono coperti da contributi ai fini pensionistici e tutto questo ci assicurerà una pensione da fame (in 27 anni non abbiamo maturato neanche 200 € di pensione).
Peggio di noi solo i “lavoratori in nero”. Eppure lavoriamo per lo Stato (M.I.U.R.) mediante la stipula di un contratto che si proroga di anno in anno dal 2001 e che ogni Dir. Scolastico modifica a secondo delle sue convenienze. Il compenso lordo è rimasto invariato nel tempo, depauperato dai progressivi aumenti delle aliquote contributive passate dal 14% iniziale al 32% attuale, nonché dalle addizionali comunali e regionali. Stanchi delle continue promesse da parte dei vari Ministri che si sono nel frattempo avvicendati, nonché di quelle fatte dai sindacati di categoria, abbiamo costituito un comitato con sede a Reggio Calabria presieduto dal collega Leonardo Del Giudice,
Per questi motivi abbiamo deciso di avviare dal primo marzo, una forma di protesta, a tempo indeterminato, fino a quando il M.I.U.R. non definirà i modi e i tempi per la ns. stabilizzazione.
Mi rivolgo a Voi in modo che tramite la Vs. emittente, nonché i Vs.canali comunicativi tutti,possiate sensibilizzare politici, sindacati, associazioni, fondazioni ed opinione pubblica, per la riuscita del ns. intento.
Grazie per la Vs. disponibilità a nome di tutti i co.co.co. D.M.26/2001.

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