Il Partenio nella morsa dei piromani.

Le fiamme sono state quasi domate, ma sono stati altri due giorni di inferno per la catena del Partenio. Almeno altri cento ettari di terreno, ma la stima è al ribasso, sono andati in fimo. Questa volta le fiamme si sono concentrate nel territorio a metà tra San Martino Valle Caudina e Pannarano, dove, esistono degli scorci e dei luoghi davvero incantati. A Pannarano, infatti, c’è l’oasi Wwf Montagna di Sopra, mentre San Martino possiede le chiare e dolci acque del Mafariello. Per domare il fuoco si è dovuto far ricorso ad un elicottero, ad una canadayr e alle squadre da terra. Impegnati in prima persona anche gli amministratori comunale, come il vice sindaco di San Martino Valle Caudina Franco Capuano. L’estate 2017 per il Partenio è , completamente, da dimenticare. I nostri boschi bruciano, da oramai 50 giorni, dagli inizi del mese di luglio. Le fiamme sono divampate dappertutto in quota e a mezza costa, mentre neanche un solo piromane è stato identificato. Il fuoco ha minacciato anche l’abbazia di Montevergine, e c’è ancora chi parla di sviluppo legato alla montagna, di flussi turistici e chi sa cosa. Senza contare che il peggio potrebbe ancora arrivare. I danni fatti dal fuoco potrebbero avere dei pessimi sviluppi anche in autunno e durante l’inverno, quando inizieranno le piogge. Senza le radici degli alberi, il terreno franerà a valle molto, ma molto più facilmente. E’ un crimine senza fine quello che si sta perpetuando. Pochi criminali stanno arrecando danni al territorio che non si riescono nemmeno a quantificare. Prima di parlare dello sviluppo della montagna, è necessario analizzare e mettere in piedi un sistema serio che difenda i nostri monti.

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