Pascale: rabbia tra pazienti, ‘contano solo i soldi’.

Incredulità, stupore ma anche delusione e rabbia sono i sentimenti di chi oggi percorre i viali e i corridoi dell’Istituto tumori di Napoli ‘Pascale’. La notizia degli arresti di personale medico e amministrativo dell’Istituto nell’ambito dell’inchiesta della Guardia di Finanza sulle forniture alla struttura sanitaria è l’argomento del giorno. Al Pascale non si parla d’altro. Anzi, non si ‘sussurra’ d’altro soprattutto tra il personale medico e sanitario. Capannelli di medici e personale sanitario si incontrano all’ingresso degli edifici, nel parcheggio ma quando ci si avvicina subito si dileguano perché “bisogna tornare a lavorare”. Nessuno se la sente di commentare quanto accaduto oggi. Ma se chi lavora al Pascale non è di tante parole, ben diverso è l’atteggiamento di chi purtroppo è lì per curarsi o per accompagnare un parente, un amico. Tra i cittadini c’è chi non nasconde la rabbia e chi invece è sorpreso. “La verità è che in Italia e qui in Campania ancora di più – dice un uomo di Caserta, in attesa di un amico che è a fare degli esami – non si sa più cosa sia l’onestà, il rispetto degli altri, del lavoro onesto e sudato. Vogliono solo i soldi e più ne hanno e più ne vogliono. Non c’è più l’umiltà”. Monta la rabbia tra i pazienti. “Ai cittadini aumentano le tasse – dice una coppia – il ticket per fare gli esami che qui al Pascale valgono in alcuni casi la vita, ci sono le file d’attesa e poi si scoprono queste cose”. Ma se c’è chi non nasconde la rabbia, dall’altra c’è anche chi chiede “di non fare di tutta l’erba un fascio”. “Ho sentito degli arresti – commenta un uomo over 50 – ma qui c’è anche tanta gente che lavora onestamente, che si prende cura di chi ha bisogno”. Dello stesso parere anche una coppia. “Noi purtroppo abbiamo avuto bisogno di cure qui al Pascale – racconta l’uomo – ci siamo trovati benissimo. Siamo stati seguiti e curati. Sentire questi fatti – prosegue – ci lascia increduli e sorpresi”. Secondo l’uomo, “il problema è che nella sanità girano troppi soldi e chi ne viene a contatto poi vuole averne sempre di più. Ci auguriamo – concludono – che questa brutta storia non screditi tutto l’ospedale”.(ANSA).

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