Pasquale Ciambriello intervista Luca Pini

Luca Pini di mestiere ha fatto il calciatore, calcando campi importanti. Ex tra gli altri, di Avellino e, suo malgrado è stato al centro di un caso di calcio scommesse, nella vicenda che ha portato alla squalifica di Millesi, anch’egli ex calciatore professionista. Non si nasconde dietro un dito Pini ed ammette che deve ancora scontare un anno di squalifica per quella annosa vicenda che preferisce archiviare quanto prima. Nel corso della nostra chiacchierata, ci ha tenuto a specificare di non essere ancora un mister e di star lavorando per poterlo diventare presto, lui che in campo, aveva il ruolo di regista. Nella scorsa stagione calcistica, ha seguito da vicino le vicende del San Martino Valle Caudina, squadra che ha militato nel girone c del campionato di promozione campano e che è a forte rischio iscrizione per la prossima stagione. Proprio per questo, abbiamo deciso di ascoltare il suo parere, per chi come lui ha vissuto in prima persona le vicende della società Caudina.
Unitamente a ciò, abbiamo parlato dei suoi progetti futuri e dei suoi obiettivi a medio e lungo termine, nel corso della nostra lunga chiacchierata.
Luca Pini, può tracciare il bilancio della stagione scorsa, durante la quale ha seguito da vicino le vicende del San Martino nel campionato di promozione?
“Sono stato felice di poter contribuire alla bella stagione disputata dal San Martino, nonostante non si sia riusciti a raggiungere l’obiettivo play off. Nel mio piccolo, ho provato a dare una mano al mister Aldo Silvani, che ha svolto al contempo anche il ruolo di preparatore atletico e che ha lavorato molto bene. A lui mi lega uno splendido rapporto di stima ed amicizia. Inizialmente avevo scelto San Martino per allenarmi e mantenermi in forma, fino a quando Aldo mi ha chiesto di potergli dare fattivamente una mano. Così, ho contribuito anche alla scelta di alcuni ragazzi che sono arrivati a San Martino e che hanno disputato un campionato da protagonisti. A questo proposito, voglio fare loro un plauso, così come lo voglio fare a tutta la città di San Martino Valle Caudina, di cui sono innamorato non solo calcisticamente. Peccato per il mancato raggiungimento dei play off, perché credo che abbiamo dimostrato nel corso della stagione di non essere inferiori a nessuno (vedi le vittorie contro san Tommaso e Grotta). Io ho dato il mio modesto contributo, provando a metterci l’anima ed il cuore, perché il calcio è tutto per me. Ho avuto l’onore di avere grandi mister, dal maestro Zeman a Cuccureddu, da Oddo a Pochesci. Da loro ho imparato tanto ed ho provato per questo a trasmettere qualcosa di buono ai ragazzi a San Martino”.
San Martino che nella scorsa stagione è stata una Delle rivelazioni del campionato, allorché sfiorò i play off. Cosa non ha funzionato, per lei, allora?
“Semplicemente non ha funzionato la società. Non ci ha mai assistito, se non il prestatore atletico Carlo La Selva ed il custode della struttura, Giovanni, a cui va il mio più grande ringraziamento. I due presidenti non sono mai stati con la squadra. Se ci fossero stati realmente, il San Martino avrebbe sicuramente partecipato ai play off e forse potuto puntare anche a qualcosa in più. Non dimentico i loro atteggiamenti quando stavamo per giocarci i playoff. Tifavano per il mancato raggiungimento degli stessi e ciò la dice lunga. Molti calciatori, ad oggi, avanzano ancora dei rimborsi pattuiti ad inizio stagione. E nonostante ciò, siamo arrivati a ridosso dei playoff. Per questo, credo che comunque sia stata, quella passata, una stagione da incorniciare. Abbiamo avuto il supporto costante dei tifosi, che ci hanno sempre incitato, anche nei momenti più bui e per questo non posso non ringraziarli. Non dimenticherò mai lo striscione con il quale salutarono mio nonno scomparso da poco. Io sono stato uno di loro, perché le partite le seguivo dagli spalti”.
Il San Martino è una delle squadre caudine a forte rischio iscrizione per il prossimo campionato. Che idea si è fatto a riguardo?
“Sono mortificato e deluso, perché San Martino vive di calcio. In ogni caso, non sono sorpreso perché la mancata iscrizione al campionato, non fa altro che avvalorare la mia tesi. È la ciliegina sulla torta in negativo, che vanifica tutto il bel lavoro fatto lo scorso anno. Ho il cuore che gronda sangue, perché il San Martino l’ho amata in tutto e per tutto. Se le cose fossero andate diversamente, staremmo a parlare di altre cose. Lo scorso anno abbiamo fatto qualcosa di importante, ma purtroppo si è vanificato tutto”.
Quali sono i progetti futuri di Luca Pini?
“Spero innanzitutto passi presto quest’altro anno di purgatorio, perché ho voglia di mettermi in gioco e rimettermi in gioco. Ho voglia di fare qualcosa di importante e di mettere a disposizione le mie competenze e le mie capacità. Ho voglia di imparare, di studiare per poter diventare allenatore e togliermi ancora qualche soddisfazione. Se ne sono dette tante sul mio conto, ma la verità la conosco solo io. Io non mollo, anzi rilancio e riparto”.

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