Pene miti per narcotraffico a Penniello Giovanni e Pecorelli Oscar “ o malomm”, esponenti del clan Lo Russo

L’impianto accusatorio della direzione distrettuale antimafia, salvo alcune eccezioni, il 18.12.2015 aveva retto anche al definitivo giudizio della corte di cassazione , allorquando quasi tutti i ricorsi proposti dalla difesa furono rigettati, confermando le pene agli affiliati al clan Lo Russo dediti allo specifico settore degli stupefacenti .
Furono confermate per le pene inflitte ad Addio Gennaro (anni 15), Cifrone Gaetano (anni 12), Cifrone Luigi (anni 12), D’Ercole Giuseppe (anni 15) , Pecorrelli Oscar cl. ’78 (anni 12), Perfetto Raffaele (anni 19), Taglialatela Bruno (anni 11, mesi 8).
Soltanto la sentenza di condanna a 14 anni e 4 mesi di reclusione a carico di Penniello Giovanni, difeso ora ed allora dall’avv. Dario Vannetiello, e quella di anni 18 inflitta a Pecorelli Oscar classe 79, difeso dagli avvocati Antonio Briganti e Domenico Dello Iacono, fu annullata dalla Corte di Cassazione, IV sezione penale, con rinvio alla Corte di appello di Napoli per un nuovo giudizio.
Chiamata a decidere nel nuovo giudizio di rinvio è stata la prima sezione penale della Corte di appello di Napoli.
I profili che dovevano essere rivalutati erano per il Penniello la sussistenza o meno della aggravante della recidiva, mentre per Pecorelli la sussistenza o meno della aggravante di essere il dirigente/organizzatore, aggravanti entrambe che avevano fatto lievitare di molto la pena inflitta ai due per il delitto di associazione finalizzata al narcotraffico.
Oggi pomeriggio è arrivata la decisione dei giudici che hanno condiviso le argomentazioni dei difensori dei due imputati, avendo la Corte sia escluso per Penniello aggravante della recidiva, sia per Pecorelli la aggravante dell’essere un dirigente/organizzatore del clan.
La avvenuta esclusione delle sopracitate aggravanti ha consentito ai due imputati di ottenere significative riduzioni delle pene inflitte.
Infatti, sono stati inflitti solo anni 9 e mesi 2 al Penniello per il reato di partecipazione alla associazione dedita al narcotraffico, riconoscendo pure la continuazione con altra condanna per il delitto di partecipazione alla associazione a delinquere di stampo mafioso cd. clan Lo Russo, per un totale di anni 11 e mesi 2 di reclusione per entrambi i processi.
Mentre al Pecorelli Oscar sono stati inflitti, sempre riconoscendo la continuazione con l’altra inchiesta associativa del clan Lo Russo, anni 14 di reclusione.
Indubbiamente pene miti, soprattutto considerando la importanza del cartello criminale e la gravità dei fatti, se sol si pensi che, secondo il pentito Mazza Michelangelo, la organizzazione aveva all’epoca anche deciso di compiere un agguato all’allora P.M. della direzione distrettuale antimafia, dott. Narducci, nel pieno centro della città di Napoli , nella elegante Piazza dei Martiri.
Nella occasione a ricoprire il compito di avvisare i sicari per porre in essere un omicidio che non avvenne, secondo il narrato del pentito, sarebbe stato proprio Penniello Giovanni, imprenditore che aveva un rapporto privilegiato con l’allora capo clan Salvatore Lo Russo, ex capo clan dei “capitoni”, poi divenuto collaboratore di giustizia e maggiore accusatore del Penniello.
Una vicenda processuale che con i suoi continui colpi di scena prosegue da dieci anni circa e una quantità abnorme di faldoni che custodiscono la storia dell’imprenditore Penniello, partito nella sua scalata da una rivendita di arredi nella zona della Sanità, storico quartiere partenopeo e diventato in pochi anni la persona di fiducia di Lo Russo Salvatore, noto per essere stato “amico” di Diego Armando Maradona. Infatti, proprio costui narra che il “pibe de oro” nel 1990 subì il furto di una ventina di orologi e del Pallone d’Oro riuscendo il camorrista a far recuperare solo gli orologi in quanto non ci fu niente da fare per il Pallone d’Oro atteso che fu fuso immediatamente dopo il furto.

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